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Casal di Principe

Il lavoro batte la camorra

Davide Colella
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Oltre a prendersi cura dei ragazzi svantaggiati della loro comunità, il consorzio di cooperative Nco ha creato occupazione per loro ma anche per soggetti normodotati. Un sistema alternativo alla criminalità organizzata

Tra Casal di Principe e San Cipriano d'Aversa opera Nco, acronimo di Nuova cooperazione organizzata, un consorzio di cooperative sociali che mira alla restituzione di diritti, dignità e oppotunità alle persone, con particolare attenzione ai soggetti svantaggiati. Il nome della loro iniziativa si rifà a quello della Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo, associazione criminale che  a partire dagli anni Settanta ha desertificato questo territorio situato tra Napoli e Caserta. Una macelleria proseguita negli anni in cui ha regnato il Clan dei casalesi comandato da Francesco Schiavone.

Attraverso un modello di welfare comunitario e il riutilizzo sociale di beni confiscati alla criminalità organizzata, Nco promuove una filiera produttiva per generare inclusione, occasioni di lavoro dignitoso e percorsi terapeutici e riabilitativi per cittadini a rischio marginalizzazione come minori, persone con disagio psichico, ex detenuti ed ex tossicodipendenti. Per la natura stessa di questa iniziativa, il sindacato dei pensionati della Cgil non fa mancare loro il proprio appoggio per affermare valori come lavoro, memoria, legalità e sostenibilità.

Spiega Pasquale Corvino, uno dei cuori pulsanti della cooperativa Agropoli: "Avevamo bisogno di creare occupazione per i ragazzi svantaggiati di cui ci stavamo prendendo cura: alla fine abbiamo creato una vera alternativa alla criminalità organizzata"