Ahmed Belkihal, un operaio agricolo di origine algerina, 61 anni, residente a Pachino, si è accasciato al suolo ed è deceduto. La morte ieri, 26 luglio, poco prima delle 13. La causa del decesso un arresto cardiaco che lo ha colpito mentre lavorava nella serra di pomodori di una azienda agricola di contrada Burgio a Noto, provincia di Siracusa. Inutili gli sforzi per rianimarlo del personale sanitario.

Il cordoglio di Cgil e Flai Sicilia: “Ma l’ordinanza che vieta il lavoro in condizioni di caldo estremo per cui ci siamo battuti viene rispettata?”

Cordoglio e sgomento per la morte in una serra di Pachino, provincia di Siracusa, del bracciante agricolo Ahmed Belkihal vengono espressi dal segretario generale della Flai Sicilia, Tonino Russo, e da Francesco Lucchesi, segretario confederale della Cgil Sicilia. “Ci chiediamo – scrivono in una nota –  se l’ordinanza regionale che vieta il lavoro in condizioni di caldo estremo, per cui ci siamo tanto battuti, sia stata e sia rispettata e temiamo che così non sia. Del resto mancando i controlli è difficile stabilire cosa accada realmente”.

Aggiungono Russo e Lucchesi: “Che si tratti di lavoro nei campi, nei cantieri o nelle serre nulla cambia, anzi in queste ultime le condizioni col caldo sono
certamente peggiori. E se gli uffici pubblici chiudono quando manca l’aria condizionata – osservano – ci chiediamo come sia possibile consentire che lavoratori, anche in età avanzata, sicuramente mossi dal bisogno di lavorare, restino al lavoro. Sono tragedie annunciate. Torniamo a chiedere non solo controlli – concludono Russo e Lucchesi –, ma anche la convocazione del tavolo di trattativa nel quale anche le parti datoriali assumano impegni stringenti a tutela della salute di lavoratrici e lavoratori”.

Leggi anche