Il Rapporto 2026 di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani in 144 Paesi ci dice che i 'bulli assaltano il multilateralismo e il diritto internazionale', ma che la società civile sta mostrando di avere gli anticorpi per combattere la crisi mondiale alla quale stiamo assistendo, dominata da Paesi che, come gli Usa e Israele, stanno facendo a pezzi il diritto internazionale. Il rapporto è stato tradotto in Italiano e presentato presso il rettorato dell’Università Roma Tre il 21 aprile.
Nel video Alba Bonetti, presidente Amnesty international Italia, ci dice che “il mondo è sull’orlo del precipizio di una nuova pericolosa era: l’umanità è sotto attacco da parte di movimenti transnazionali contrari ai diritti e da governi predatori che affermano sfrontatamente il loro dominio attraverso guerre illegali e ricatti economici”.
Riccardo Noury, portavoce in Italia della ong, che fa per noi un focus sull’Italia, durante la presentazione ci ha ricordato che “non dobbiamo compiere l’errore di pensare che la gravità delle violazioni dei diritti umani sia proporzionale alla loro notorietà. I comportamenti predatori, con i crimini che ne derivano, non sono solo, quindi, quelli di Putin, Trump e Netanyahu”, ha affermato, citando quindi le violazioni in Sudan, Myanmar, Rwanda e nella Repubblica Democratica del Congo.
Per Noury, inoltre, “un secondo errore da non fare è di lasciare che la magnitudine dei crimini commessi nelle guerre di aggressione e nei conflitti interni oscuri le violazioni dei diritti umani che si verificano quotidianamente: la stretta sul dissenso pacifico, il bavaglio alla libertà di stampa, la sorveglianza illegale di massa, l’invasione dell’intelligenza artificiale nelle nostre società, la violenza contro le donne, l’arretramento dei loro diritti sessuali e riproduttivi, le politiche di chiusura verso le persone migranti, richiedenti asilo e rifugiate, la discriminazione verso le comunità lgbtqia+”.
Nella parte conclusiva Ilaria Masinara, responsabile Ufficio campagne e ricerche di Amnesty International Italia, ci ricorda i segnali che arrivano dalle piazze e non solamente: “Le persone manifestano, l’attivismo, le organizzazioni e i movimenti della società civile sono al lavoro per resistere, interrompere il progressivo smantellamento dei diritti e trasformare le cose”. E nel nostro Paese queste sta accadendo nonostante “l’ennesimo ricorso da parte del governo allo strumento eccezionale del decreto-legge in materia di sicurezza pubblica, introducendo disposizioni che incidono profondamente sull’esercizio delle libertà di riunione, manifestazione e dissenso”.
Per questo nel rapporto, dopo l’analisi delle violazioni commesse continente per continente, Paese per Paese, vi è un elenco di come dal 2025 si siano moltiplicate le iniziative in tutto il mondo per contrapporsi allo strapotere dei suddetti “bulli”, alle guerre, alla produzione ed esportazione di armi e alla mancanza di rispetto dei diritti umani. E queste sono buone notizie.

























