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Siglato oggi (lunedì 27 luglio) a Roma, presso il ministero delle Imprese, l’accordo che prevede il passaggio dei lavoratori dei siti Pmc Automotive e Brose di San Nicola di Melfi a C Costruzioni. L’operazione dovrebbe perfezionarsi entro settembre con un trasferimento di ramo di azienda e salvaguardare tutti i 150 lavoratori coinvolti. Presso gli stessi stabilimenti resta inoltre aperta la possibilità di uscite incentivate per circa 20 lavoratori.
“Si conclude in questo modo una vertenza iniziata quasi un anno fa a causa della cessazione della produzione di Pmc e di Brose”, spiegano Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Fismic: “Ma ora si entra nella fase di realizzazione, che seguiremo con la massima attenzione anche con il tavolo di monitoraggio che chiediamo si aggiorni periodicamente al Mimit”.
Le quattro sigle precisano che “il programma di riconversione prevede entro tre mesi dal passaggio del capannone la sua ristrutturazione, poi la formazione dei dipendenti e infine entro sei mesi l’avvio dell’attività di recupero di materiale elettronico, che arriverà a regime entro 24 mesi”.
Fiom, Fim, Ulm e Fismic così concludono: “L’intesa rappresenta un risultato importante, poiché consente di salvaguardare l’occupazione e di creare le condizioni per il rilancio delle attività industriali. Il primo incontro di monitoraggio si terrà il 23 novembre al Mimit”.
Fiom: “Risultato dovuto alla determinazione dei lavoratori”
“Con la firma dell'accordo si chiude una delle vertenze più difficili e significative degli ultimi anni per il territorio di Melfi. Per noi questo risultato ha un nome preciso: la determinazione dei lavoratori”. A dirlo sono Ciro D’Alessio (coordinatore nazionale automotive Fiom Cgil) e Antonio Lamorte (segretario Fiom Cgil Basilicata).
"Per dieci lunghi mesi le lavoratrici e i lavoratori della Pmc-Brose sono stati in presidio ai cancelli dello stabilimento. Quel presidio è diventato il simbolo di una comunità che ha scelto di lottare”, concludono di due dirigenti sindacali: “L'accordo sottoscritto oggi rappresenta una conquista importante perché tutela l'occupazione e apre una concreta prospettiva di reindustrializzazione del sito. Questo risultato è una conquista della mobilitazione costante e dell'azione sindacale portata avanti in questi mesi, fino al tavolo ministeriale”.





















