Un festival del cinema delle donne, con tanto di corso di diploma in produzione cinematografica, nel cuore di Gaza, tra le macerie, in pieno genocidio che ancora continua. È il Gaza International Women’s Cinema Festival la cui prima edizione si è svolta nell’ottobre 2025, con quel tappeto rosso sulla sabbia calpestato da bambine e bambini a piedi nudi, che ha fatto il giro del mondo, dimostrandosi ben più importante di quello di Cannes.

Ora è proprio dal festival francese, nell’ambito del Padiglione della Palestina, che dalla Striscia Ezzaldeen Shalh, direttore del “Gaza International Women’s Cinema Festival, illustra attraverso questo video lo straordinario lavoro in corso: un laboratorio di filmaking aperto alle donne di Gaza perché raccontino il loro quotidiano.

“Molte donne - spiega - hanno perso il marito, perso i figli, in certi casi l’intera famiglia e ora affrontano la vita da sole. Per questo abbiamo deciso di stare al loro fianco creando il festival. Ma anche un diploma in produzione cinematografica per il quale sono state selezionate 25 studentesse”. Che in futuro potranno accedere all’università.

Il laboratorio è in presenza e online col contributo di docenti e partner internazionali (c’è una ricca rete solidale a sostenere l’iniziativa). L’obiettivo è la produzione di una serie di corti che saranno proiettati ai festival partner (sicuramente al “Festival di cinema e donne di Firenze”) ma anche e, soprattutto, nel corso della seconda edizione del “Gaza International Women’s Cinema Festival” che si terrà a dal 26 al 31 ottobre 2026. Il cinema è resistenza, si diceva proprio in questi giorni a Cannes. Quello delle donne di Gaza ne è la prova più concreta.

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