La Cgil condanna il fermo delle attiviste e degli attivisti della Global Sumud Flotilla da parte delle forze israeliane e chiede al governo italiano di “agire con immediatezza” contro Israele.

In un duro comunicato diffuso dopo l’intercettazione della missione umanitaria diretta verso Gaza, il sindacato parla di “azioni illegali” compiute dal governo israeliano contro gli attivisti impegnati a contestare il blocco navale sulla Striscia.

La confederazione si richiama anche alle parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, esprimendo “sdegno” per “le indegne azioni del ministro Ben Gvir” e per il comportamento delle forze militari israeliane nei confronti dei partecipanti alla Flotilla.

“Liberare gli ostaggi sequestrati in acque internazionali”

La Cgil ricorda inoltre che la Confederazione europea dei sindacati ha approvato un ordine del giorno per chiedere “l’immediata liberazione degli ostaggi sequestrati illegalmente in acque internazionali”.

Tra le persone fermate, sottolinea il sindacato, ci sarebbero anche dirigenti del sindacato turco e militanti sindacali di diversi Paesi.

Negli ultimi giorni le organizzazioni legali che seguono la missione hanno denunciato arresti, trasferimenti forzati e maltrattamenti nei confronti degli attivisti portati in Israele dopo l’abbordaggio delle imbarcazioni.

“Il governo italiano non si limiti alle parole”

Nel comunicato la Cgil chiede un cambio di linea da parte del governo italiano e dell’Unione europea.

“Chiediamo al governo italiano ancora una volta e con urgenza non solo di condannare con le parole, ma di agire con immediatezza”, scrive il sindacato, chiedendo di “interrompere i rapporti e gli accordi commerciali italiani ed europei con Israele”.

La confederazione sollecita inoltre “l’immediata liberazione dei prigionieri palestinesi soggetti a violenza, torture e maltrattamenti”, l’ingresso degli aiuti umanitari a Gaza e il riconoscimento dello Stato di Palestina, “come hanno già fatto molti altri Stati”. Nel testo la Cgil accusa il governo guidato da Benjamin Netanyahu di avere “una chiara deriva neofascista”.

“Non è un episodio isolato”

Secondo il sindacato, il fermo della Flotilla “non è un episodio isolato”, ma “il segno di una strategia che usa forza militare, intelligence e pressione politica per colpire attivisti, missioni umanitarie e il sostegno internazionale alla Palestina”.

La Cgil annuncia infine la partecipazione ai presidi convocati a Roma e in altre città italiane “per chiedere, ancora una volta, il rispetto del diritto internazionale e del multilateralismo”, definiti “l’unica via possibile per la pace”.