L’orrore dell’uccisione da parte dell’esercito israeliano in Cisgiordania di madre, padre e due bambini, mentre tornavano dall’avere fatto compere per la festa del Ramdan, ha fatto notizia solamente a tre giorni dall’accaduto. Sul parabrezza della loro auto sono stati contati 70 fori dei proiettili che hanno colpito la famiglia, lasciando in vita altri due figli, testimoni dell’eccidio.
Tra i primi a raccontare il giornalista Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto e direttore della rivista Pagine Esteri, il quale, ai nostri microfoni, ci racconta come in due anni e mezzo circa 1000 palestinesi sono stati uccisi da forze militari israeliani e anche dai coloni. Questi ultimi hanno compiuto anche raid per sfollare piccole comunità e confiscare le terre ai palestinesi, rafforzati dai provvedimenti del governo di Tel Aviv.
Notizie confermate anche dall’Onu che ha chiesto a Israele di cessare immediatamente l'espansione delle colonie in Cisgiordania, con l'espulsione forzata di oltre 36.000 palestinesi in un anno, sollevando preoccupazioni per una possibile "pulizia etnica".
Michele Giorgio allarga il suo sguardo anche a Gaza dove, nonostante il cessate il fuoco, l’Idf continua a mietere vittime tra la popolazione della Striscia. Situazioni passate particolarmente in secondo piano da quando l’opinione pubblica ha dirottato la sua attenzione sull’allargamento della guerra dopo l’attacco israelo-statunitese all’Iran e le sue implicazioni geopolitiche, economiche e finanziarie. Nel frattempo, però, in Medio Oriente si continua a morire.

























