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Usa

La notte della democrazia statunitense

Simona Ciaramitaro
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Per la Cgil l'irruzione dei manifestanti a Capitol Hill si connota come un atto insurrezionale. Susanna Camusso commenta quanto accaduto a Washington analizzando gli effetti dei nazionalismi d'oltreoceano che però non risparmiano l'Europa

La gravità dei fatti di Washington nelle parole della responsabile dell'area Politiche internazionali della Cgil, Susanna Camusso:  "La fotografia data dalle immagini dell’ingresso dei manifestanti a Capitol Hill dice indubbiamente di un atto insurrezionale che attacca la prima istituzione di un Paese democratico. Atto reso ancor più grave perché nei fatti chiamato e diretto dal presidente uscente Trump".

"La data è simbolica - prosegue -, le camere Usa dovevano ratificare l’elezione della nuova presidenza Biden-Harris. La scelta del Parlamento di riprendere i lavori nella notte è indubbiamente la risposta democratica, la riscossa degli anticorpi della democrazia americana e fa, comunque, trasparire la preoccupazione per le due settimane che ancora separano dall’effettivo insediamento".

Foto: Marco Merlini

Camusso ricorda inoltre che "la possibilità data dalla Costituzione americana di un impeachment rapido per Donald Trump è esplicitata dal dibattito sia democratico che repubblicano" e punta poi l'attenzione sulla discussione che proseguirà nelle prossime ore circa le responsabilità della tenuta dell’ordine pubblico: "E' forse scontato, ma è necessario ribadire che, se invece che i suprematisti bianchi, davanti a Capitol Hill ci fossero stati altri manifestanti, magari afroamericani, avrebbero trovato una violenta reazione delle forze dell’ordine. Infatti molto si parla della spaccatura nel Paese di oltreoceano, ma la si declina sempre dentro una parte e non nell’interezza del Paese. C’è da attendersi che ovviamente gli Usa discuteranno di questi aspetti, come della reazione di alcuni deputati repubblicani che hanno accolto e salutato i ‘manifestanti’, come ha chiesto, per esempio, la componente del congresso Cori Bush. Lo stesso intervento del presidente Biden non solo ha chiamato direttamente in causa Trump (‘Deve ora parlare - in televisione - per far cessare l’occupazione di Capitol Hill’), ma si è soprattutto soffermato sull’America e la sua unità".

Per la responsabile delle Politiche internazionali della Cgil è "questo è il tema della discussione del dopo ‘emergenza’ e riguarda tutta la politica, perché la scelta di manifestanti eversori e armati è anche la conclusione del percorso dei neo nazionalismi (l’America first) che, utilizzando l’indefinito popolo, hanno promesso una capacità di soluzione autarchica in risposta ai problemi aperti dalla globalizzazione. Tema - conclude Camusso - che non riguarda solo gli Stati uniti d’America, ma anche i nazionalisti in chiave europea".