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Immigrazione

Contro il cinismo dei governi

Foto:  Tiziana Bagnato
Simona Ciaramitaro
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A Cutro la Cgil porta vicinanza a migranti e popolazione locale, con un corteo che parte alle 14.30 e vuole essere anche un segnale per la politica

La Cgil manifesta a Steccato di Cutro. Tutti insieme, sindacato e associazioni nazionali, con lo slogan "Fermiamo la strage subito", alle 14.30 di oggi, per dare vita a un breve corteo che porta alla spiaggia, dove saranno deposti fiori in ricordo delle vittime dell’ennesima ecatombe di migranti e chi non può manifesti nella propria città con una fascia bianca al braccio.

Lo scopo è quello di esprimere vicinanza ai superstiti e ai parenti delle vittime del naufragio del 26 febbraio, portare un ringraziamento alla popolazione locale che si è mobilitata e, nel contempo, dare un primo segnale nazionale con l’obiettivo di aprire un percorso di iniziative, dibattiti, mobilitazioni per cambiare le politiche migratorie, in Europa e nel nostro Paese.

Mai più

Per la Cgil si tratta di un segnale importante, il giorno seguente la riunione del Consiglio dei ministri a Cutro: “Per dire che quello che è accaduto non doveva accadere - afferma Tania Scacchetti, segretaria nazionale di Corso d'Italia- e, affinché possa essere così, serve un radicale cambio delle politiche. Noi non rinunciamo a costruire la forza politica per imporre nuove regole e di nuovi modi di agire e gestire l’immigrazione nel nostro Paese e in tutta Europa”.

Le politiche migratorie italiane troppo e da troppo tempo risentono dell’essere divenute materia principe nella perenne campagna elettorale e nella gestione dell’ordine pubblico, ma Scacchetti ricorda che non ci possono essere tentennamenti sul salvataggio delle vite in mare: “Questa sequela di scelte e dichiarazioni, sono contrarie al principio di umanità e profondamente insensate anche dal punto di vista della gestione dei flussi migratori e dei profughi. Il ministro dell'Interno e il governo si sono distinti per un cinismo e una cattiveria che interrogano".

Donne, uomini, bambini come noi

Un atteggiamento che legittima il messaggio, ormai ampiamente diffuso, secondo il quale gli immigrati "vengono e ci rubano il lavoro", come dice la segretaria, per la quale si alimenta così la guerra tra poveri e il meccanismo di scarsa identificazione sollecitato dall'impressione che i naufragi riguardino persone molto lontane da noi: "Alla fine ci indigniamo sui social, ma poi tutto finisce lì. Questa volta però c'è stata una reazione che fa intendere il Paese sia ancora capace di dare segnali".

"La continuità delle iniziative di mobilitazione - conclude Scacchetti - serve a rendere visibile chi ha un pensiero diverso e non si sente rappresentato da un Paese che fa le scelte alle quali assistiamo. Anche per questo auspichiamo una presenza forte e consapevole a Cutro per rispondere al cinismo e alla crudeltà che hanno caratterizzato le scelte e le affermazioni di questi giorni".