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Il commento

Ergastolo ostativo, la scelta è quella giusta

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Foto: Marco Merlini
Luciano Silvestri
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La nuova legge varata dal Parlamento tiene insieme il diritto del condannato alle libertà previste dall'ordinamento e la doverosa attenzione che va prestata nella concessione di queste libertà nel caso di reati mafia

Come è noto il Parlamento è stato chiamato dalla Corte Costituzionale a legiferare sul tema dell'ergastolo ostativo, avendo la Corte stessa dichiarato incostituzionale la norma attuale. Il Parlamento, avendo avuto dalla Corte Costituzionale l'indicazione perentoria di legiferare entro il 15 Maggio, ha approvato alla Camera dei Deputati un testo di legge che adesso passerà al vaglio del Senato. Il tema come ben sappiamo è molto controverso, dovendo affrontare contemporaneamente il principio Costituzionale del diritto del condannato ad avere da parte dello Stato la giusta attenzione alle proprie libertà previste dall'ordinamento (come i permessi di soggiorno) e la necessaria attenzione da prestare, nella concessione di tali libertà, a figure come i condannati per reati riconducibili alla associazione di stampo mafioso.

Il testo approvato a noi pare un testo equilibrato e al tempo stesso rigoroso in quanto toglie, come indicato dalla Corte Costituzionale, il vincolo, appunto ostativo, per la concessione dei benefici ai mafiosi della loro esplicita collaborazione con la giustizia, legando tuttavia la possibilità di accedere ai benefici previsti alla dimostrazione che i legami con il sodalizio mafioso siano definitivamente recisi.

Pensiamo che le nostre giuste preoccupazioni circa un eventuale allenamento delle norme che potessero consentire ai mafiosi di rientrare nel gioco sporco e pericoloso della precedente attività mafiosa, siano fugate dal testo approvato. In ogni caso occorrerà monitorare attentamente l'applicazione della norma, ed esercitare con attenzione costante il dovuto controllo sociale, pronti a intervenire se sarà necessario.

D'altra parte siamo fermamente convinti che il contrasto al sodalizio mafioso deve essere esercitato con un'azione forte di prevenzione capace di unire forze dell'ordine, magistratura, organizzazione sindacale e società civile. Le mafie esercitano il loro potere attraverso il controllo sociale del territorio. A questo potere dobbiamo fare in modo di contrapporre un controllo sociale alternativo, democratico, trasparente e libero. Per questo dobbiamo unire le forze sane sociali, fare rete fra istituzioni e società civile in una battaglia per liberare il nostro paese da questo vero e proprio cappio al collo che impedisce di progettare e di costruire il nostro futuro.

Luciano Silvestri, responsabile del Coordinamento legalità e sicurezza della Cgil nazionale