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La giornata internazionale

Cgil, Cisl e Uil chiedono di fermare i respingimenti sulla rotta balcanica

Foto: Balducci/Sintesi
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Oggi, 18 dicembre, le Nazioni unite celebrano i diritti dei migranti mentre la cronaca racconta delle violenze ai loro danni ai confini tra l'Italia, la Slovenia, la Croazia. La denuncia dei sindacati che chiedono all'Italia e all'Europa il rispetto delle norme internazionali e della Convenzione di Ginevra

 “Il 18 dicembre deve essere celebrato come la giornata del riconoscimento e valorizzazione dell’apporto che migranti e rifugiati danno alle società che li ospitano. Un apporto più prezioso e sofferto in tempi di pandemia che vedono i cittadini stranieri impegnati in quelle occupazioni in cui la presenza diretta è essenziale, spesso in condizioni carenti di sicurezza sanitaria, di precarietà contrattuale, anche in lavori che possono mettere a rischio la loro salute”. Così Cgil, Cisl e Uil nazionali celebrano la giornata internazionale per i diritti dei migranti e lo fanno però unendosi alle denunce di quanto accade lungo la rotta balcanica. 

“Come segnalato da recenti interrogazioni parlamentari e da numerosi rapporti di autorevoli organizzazioni internazionali tra cui Amnesty International e il Danish Refugee Council - dichiarano le tre confederazioni - emergono prove dell'esistenza di cosiddetti respingimenti a catena (sembra oltre 14.500) tra l'Italia, la Slovenia, la Croazia, con allontanamento forzato dei migranti verso la Bosnia-Erzegovina”. 

In Croazia le violazioni sarebbero inquietanti e le violenze gravi: "Respingimenti verso la Slovenia di richiedenti protezione, approdati in territorio italiano a cui non verrebbe formalizzata la richiesta di protezione ed asilo e che verrebbero respinti (secondo anche una dichiarazione delle Nazioni unite) ‘senza alcuna procedura ufficiale’. Si sa, da testimonianze giornalistiche e video, che i respingimenti continuano verso la Croazia e fuori dalla Ue in Bosnia-Erzegovina dove sono state accertate numerose gravi violenze anche verso donne e minori”.

Davanti a queste violazioni l'appello è diretto all'Italia e all'Europa affinché si impegnino politicamente "per il rispetto della normativa internazionale e della Convenzione di Ginevra che deve valere anche quando i respingimenti avvengono verso altri Stati membri dell’Unione europea".  La richiesta di Cgil, Cisl, Uil è che "queste palesi violazioni del diritto di asilo cessino immediatamente e che a ciascun richiedente protezione venga garantito un esame equo della propria domanda. Chiediamo anche – proseguono – come hanno fatto alcune interrogazioni parlamentari, che venga fatta piena luce sull'accaduto individuando le eventuali responsabilità”.

Per  il sindacato “ogni individuo deve essere trattato con umanità, protetto dalla violenza e garantito nell'esercizio del diritto di poter accedere alla richiesta di protezione internazionale. A tal fine è necessario che l'Unione europea si doti di un efficace nuovo patto per la migrazione e l'asilo, innanzitutto riformando il regolamento di Dublino; e che la comunità internazionale, Onu in testa con l’Unhcr, metta in campo un insieme di risposte che prevedano, tra l'altro, la promozione di accessi sicuri per i richiedenti asilo attraverso i reinsediamenti in paesi terzi e un rafforzamento dei corridoi umanitari. È necessario inoltre aprire canali d’ingresso regolare per motivi di lavoro che sappiano rispondere anche alle caratteristiche del mercato del lavoro e alla sua futura evoluzione su cui peseranno gli effetti della crisi pandemica che stiamo vivendo, e anche per combattere l'immigrazione irregolare e la tratta delle persone”.

“Pertanto, non è solo attraverso celebrazioni formali che si riconosce e valorizza il positivo apporto che viene dai cittadini stranieri, ma soprattutto – concludono Cgil, Cisl e Uil – attraverso nuove politiche basate sul rispetto dei diritti fondamentali della persona ed il riconoscimento delle giuste condizioni di chi lavora e vive assieme a noi”.