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Droghe

Cgil e società civile a Speranza: investire risorse straordinarie

Sanità: Fp, bene ministro Grillo su medicina generale
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La Confederazione e le associazioni del Forum droghe hanno scritto al ministro della Salute: occorre finanziare un piano urgente su Lea della Riduzione del danno

"Gentile ministro Speranza, ci rivolgiamo a lei e alle istituzioni che, a diverso titolo, governano il fenomeno del consumo di sostanze legali e illegali, per richiedere - nuovamente e con forza - un deciso intervento di riconoscimento e valorizzazione delle politiche e del sistema degli interventi di riduzione del danno e limitazione dei rischi mirati ai diversi contesti e modelli di consumo delle droghe". Così la Cgil nazionale insieme a Forum droghe e alla rete di associazioni attive nel campo delle droghe e delle dipendenze in una missiva inviata questa mattina al ministro della Salute, in cui denunciano “44 mesi di inerzia, indifferenza, inadempienza istituzionale”.

Fu, infatti, il 2017 quando il ministero della Salute inserì infatti i Livelli essenziali di assistenza della riduzione del danno tra le prestazioni a cui hanno -sarebbe meglio dire avrebbero - diritto tutti i cittadini, ma ad oggi non sono stati applicati né finanziati. E “Nel frattempo – ricordano i firmatari della missiva - ciclicamente si strilla, dalla politica e dai media, su nuove 'emergenze' e su nuovi drammi, come le tragiche morti per overdose di alcuni ragazzi: quando assicurare i Lea della Rdd in ogni regione e in ogni città potrebbe significativamente limitare i danni correlati a usi rischiosi e poco consapevoli. Nel frattempo, anche la pandemia da Covid ha dimostrato come, dove è operativa, la Rdd sia un sistema di servizi del territorio capace di promuovere prevenzione, tutela, sostegno e vicinanza, salute, ai consumatori e a quelli tra loro più vulnerabili”.

“La riduzione del danno – concludono i promotori dell’iniziativa - si è dimostrata efficace in tutto il mondo nel limitare i rischi droga correlati, promuovere un uso più sicuro e tutelare la vita di chi usa sostanze: è tempo di rompere con l'ipocrisia delle 'emergenze' e di lavorare a politiche e sistemi di intervento 'ordinari', efficaci, stabili, accessibili e di qualità”.