Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

Migranti

Non più invisibili

Foto: Stefano Iucci
  • a
  • a
  • a

Soddisfazione della Flai Cgil per la regolarizzazione dei migranti inserita nel decreto Rilancio. Il segretario generale Mininni parla di "traguardo storico" che il sindacato chiedeva da molti anni: "Si pone finalmente fine alla vergogna italiana dei ghetti"

“La regolarizzazione dei migranti è senza ombra di dubbio un traguardo storico che la Flai Cgil chiedeva da molti anni. Appena esplosa l’emergenza sanitaria, insieme a Terra, abbiamo chiesto azioni urgenti per la tutela dei migranti nei ghetti, nella preoccupazione che il lockdown e le misure di tutela e prevenzione avessero dimenticato le decine di migliaia di lavoratori che con fatica hanno continuato ad assicurare disponibilità di cibo sulle nostre tavole. Al nostro appello hanno aderito tantissime realtà e singoli cittadini ed è anche grazie a loro, che ci hanno dato forza e sostegno, se siamo riusciti a raggiungere questo importante obiettivo”. Lo dichiara in una nota Giovanni Mininni, Segretario generale della Flai Cgil. “Ci riteniamo molto soddisfatti – prosegue Mininni – delle misure previste dal provvedimento che potranno consentire di porre finalmente fine alla vergogna italiana dei ghetti con la possibilità di svuotarli grazie ad una accelerazione del Piano Triennale contro il caporalato e ad un lavoro sinergico tra Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale, Regioni, Prefetture, Protezione Civile e Croce Rossa”.

“Nel decreto – spiega il Segretario generale della Flai Cgil – sono previste tutte le azioni che potranno permettere a queste persone di avere finalmente una soluzione alloggiativa dignitosa che consentirà loro di seguire tutti i protocolli e gli accorgimenti necessari per prevenire il contagio da coronavirus. Ne va dell’interesse di tutti. Il decreto apre per tante donne e tanti uomini una prospettiva di uscita dai soprusi, dai ricatti e dallo sfruttamento attraverso i quali hanno conosciuto il nostro Paese. Ne beneficeranno anche i lavoratori italiani perché non potranno essere più ricattati dalle aziende che sfruttano con la minaccia di trovare manodopera a più basso costo. Se siamo capaci e se lo Stato sarà presente si apre la concreta possibilità di cancellare il diffuso sotto-salario che esiste in agricoltura”.

“Dovremo batterci con maggiore forza – conclude Mininni – perché sarà più facile adesso togliere il terreno a caporali e criminalità organizzata ma occorre che le ministre Bellanova e Catalfo continuino questa battaglia rafforzando la Legge 199/2016, affinché venga applicata in tutte le sue parti, soprattutto per collocamento, accoglienza e prevenzione, istituendo le sezioni territoriali per il lavoro agricolo di qualità”.