Comfort viene dalla Nigeria e abita a Spin Time, a Roma, da 13 anni con il marito e quattro figli e ora teme di non potere più rientrare nella sua abitazione dopo che l’incendio della scorsa notte potrebbe dare il pretesto alle autorità di dichiarare il palazzo occupato inagibile e portare a compimento lo sgombero dell’edificio al quale il governo punta da tempo. Ora Comfort e due dei suoi figli si trovano a casa di un’amica, mentre gli altri due sono stati portati al Polo civico Esquilino, nel quartiere dove risiede Spin Time. 

I fatti

Attorno alle 22 di ieri si è sviluppato un incendio circoscritto a un locale tecnico che dà sul cortile dell’edificio. I residenti e i responsabili si sono subito mobilitati per spegnere le fiamme evacuando spontaneamente l’edificio. L’intervento dei Vigili del Fuoco ha completato il lavoro. Non vi sono state conseguenze per le persone e il palazzo non avrebbe subito danni.  

Gli abitanti, però, non sono stati fatti rientrare, ma le forze dell’ordine li hanno scortati singolarmente per recuperare nelle loro case medicinali e beni di prima necessità, come accaduto a Comfort.

Sembrerebbe inoltre, ma sono notizie da accertare, che, nonostante fossero state consegnate le chiavi delle abitazioni, gli agenti avrebbero forzato le porte e messo a soqquadro i locali adducendo ragioni di sicurezza. 

Solo voci, nessuna certezza

Come ci spiega don Mattia Ferrari, una delle anime di Spin Time e cappellano di Mediterranea, circolano voci secondo le quali l’edificio sarebbe stato dichiarato inagibile. Alla domanda se davvero esista il rischio che l’inagibilità possa diventare il pretesto per lo sgombero, lui risponde: “È una bella domanda a cui però proprio non so rispondere perché siamo in attesa di informazioni. Ci sono voci che si rincorrono, ma noi abbiamo bisogno di avere risposte precise dalle istituzioni, dalle autorità”, anche per sapere se le circa 400 persone che vivono a Spin Time, tra il quali oltre 100 bambini, potranno dormire nei loro letti e, nel caso, “il problema è soprattutto come possiamo dare loro un ricovero. Quello che sappiamo è solamente che sono in corso riunioni”. 

Don Mattia ci ricorda che la storia dell’occupazione portata avanti da Spin Time è quella di “una comunità che chiede di essere riconosciuta e regolarizzata. Il tema è quello di preservare una comunità" che non è solamente un insieme di persone che vivono in uno stabile, ma un centro importante per l’intera comunità, nel quartiere Esquilino e oltre. 

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"Noi abbiamo chiesto sempre il dialogo e la collaborazione, non è una cosa così sovversiva. Chiediamo di uscire dalle polarizzazioni, non abbiamo attaccato nessuno e vogliamo che le soluzioni vengano costruite e cercate insieme. Crediamo nel dialogo e nella cultura dell'incontro e speriamo di trovare ascolto. Siamo preoccupati, ma fiduciosi, anche grazie alla solidarietà sia interna sia quella che arriva dall'esterno, è fortissima”.

Al momento è in atto un presidio permanente partecipato dalle realtà civiche di Roma, mentre stasera è in programma per le 17.00 un’assemblea pubblica

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