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“Non abbiamo dimenticato e non ci adeguiamo. Non pensiamo che la normalità sia l’esistente. Abbiamo paura che si possa ripetere e non resteremo in silenzio”. Così Giorgio Airaudo, segretario generale della Cgil Piemonte, ha presentato l’iniziativa “Il lavoro chiede giustizia” organizzata a Brandizzo nel terzo anniversario della strage in cui morirono cinque operai investiti da un treno mentre facevano lavori di manutenzione. Una giornata di memoria e di vicinanza alle famiglie – organizzata da Cgil Piemonte, Cgil Torino, Filt Cgil e Fillea Cgil, con il patrocinio del Comune di Brandizzo – alla vigilia dell’apertura del processo, con l’udienza preliminare fissata per il 30 settembre presso il Palazzo di Giustizia di Ivrea.
Airaudo ha sottolineato il lavoro svolto dal tribunale di Ivrea, ma ha ribadito che il processo non può rappresentare il punto di arrivo: resta alta l’attenzione sulla sicurezza, sugli appalti e sui subappalti e sulle condizioni di lavoro nella rete ferroviaria. Massimo Cogliandro, segretario generale della Fillea Cgil Piemonte, ha posto l’accento sui familiari delle vittime, chiedendo il gratuito patrocinio per chi si trova in difficoltà economica e deve affrontare procedimenti giudiziari complessi. Giuseppe Santomauro, segretario generale della Filt Cgil Piemonte, ha richiamato le criticità nella manutenzione ferroviaria, sostenendo che, dopo Brandizzo, gli impegni assunti da Rfi sulla riorganizzazione del settore non sarebbero stati accompagnati dalle necessarie assunzioni. Infine Federico Bellono, segretario generale della Cgil Torino, ha definito il processo un passaggio importante, ma ha ribadito che la prevenzione resta centrale: “I processi arrivano dopo gli eventi tragici”, mentre l’impegno sindacale deve continuare ogni giorno per ridurre i rischi sul lavoro.






















