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Un ponte ideale e concreto tra Italia e Cuba per rompere il blocco, contestare l'isolamento e portare aiuti tangibili a una popolazione stremata dalla crisi. È stato presentato questa mattina a Roma, nella sede della Fnsi, l’imminente viaggio di “Rotta su Cuba: dove conta, esserci”. La conferenza stampa ha diffuso i dettagli della carovana istituzionale di solidarietà, che vedrà impegnata una delegazione italiana nell’isola dal 23 al 30 settembre. Un'iniziativa dal forte valore politico e sociale che unisce un ampio fronte della società civile, del mondo sindacale e della politica. In prima linea c’è anche la Cgil.
Contro l’isolamento del popolo cubano
L'iniziativa raccoglie l'adesione di numerose realtà del panorama associativo e sindacale italiano, tra cui Arci, Cgil, Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba, Nexus, Anps, Arcs, Aoi e Rete Pace & Disarmo, sostenute politicamente da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. La missione riunisce al suo interno parlamentari, amministratori locali, giornalisti e dirigenti sindacali con una finalità chiara: contrastare il pesante clima di austerità e sofferenza che grava sui cittadini cubani.
Attualmente l'isola sta affrontando una fase drammatica sotto il profilo energetico, sanitario e dell'approvvigionamento alimentare, ricordano gli attivisti. Le prolungate interruzioni della corrente elettrica, le difficoltà distributive di beni primari e la carenza di farmaci colpiscono in modo diretto la vita quotidiana, con ricadute particolarmente gravi sulle fasce più fragili.
Dai pannelli solari alle forniture sanitarie
La spedizione che prenderà il via tra pochi giorni rappresenta il naturale sviluppo di una catena di supporto umanitario già consolidata nel tempo. Tra le iniziative già portate a termine con successo figura la campagna “Energia per la Vita”, uno sforzo corale grazie al quale sono stati raccolti fondi destinati all'efficientamento energetico dell'isola. I contributi finanziari hanno permesso l’installazione di impianti fotovoltaici presso centri sanitari, plessi scolastici e strutture culturali sia nella capitale L'Avana che nelle regioni orientali, garantendo benefici diretti a oltre 800mila persone.
A queste iniziative si affianca una costante mobilitazione popolare che ha consentito di reperire risorse per l’acquisto di presidi medico-chirurgici e prodotti destinati alle scuole, confermando l'efficacia delle reti di supporto nate sul territorio italiano.
“Portare a Cuba medicinali ed energia – spiegano gli organizzatori – significa aprire canali concreti di solidarietà e cooperazione e contribuire a rompere il blocco e l’isolamento che esso produce, facendo arrivare beni e servizi essenziali dove servono”.
Il programma della missione e le richieste
Nello specifico, la delegazione si propone di portare a destinazione altri 400 chilogrammi di medicinali e materiale didattico, oltre a sviluppare un’agenda fitta di incontri di alto livello. Sono previsti colloqui con rappresentanti delle Nazioni Unite, membri dell'Asamblea del Poder Popular e vertici del Governo locale, ma anche momenti di confronto diretto con la società civile, i sindacati della Central de Trabajadores de Cuba e le associazioni culturali come la Casa de las Américas. Obiettivo toccare con mano l’impatto reale delle restrizioni visitando scuole, presidi ospedalieri e aziende pubbliche.
L’appello: fine dell’embargo e accesso ai beni primari
Gli organizzatori rivolgono poi un appello alle istituzioni italiane ed europee affinché si attivino per rimuovere gli ostacoli normativi e finanziari che penalizzano l'isola. Tra le istanze presentate emergono con chiarezza la richiesta della “fine dell'embargo blocco economico, commerciale e finanziario unilaterale ed illegale, degli Stati Uniti contro Cuba” e la “garanzia di un accesso immediato e senza ostacoli ad alimenti, medicinali, carburante, energia e beni essenziali”.
Si sollecita inoltre “l'esclusione di Cuba dalla lista dei Paesi patrocinatori del terrorismo redatta unilateralmente dagli Stati Uniti” e l'avvio di un’iniziativa diplomatica europea capace di promuovere il “pieno rispetto del diritto del popolo cubano all'autodeterminazione, senza ricatti economici o ingerenze esterne”.
Cibo e medicinali non siano pressione politica
Come ricordato a margine della presentazione, "è inaccettabile che l’accesso al cibo, ai medicinali, al carburante, all’energia e agli aiuti umanitari possa diventare uno strumento di pressione politica”.
La carovana si appresta quindi a partire, con la consapevolezza che ogni canale aperto verso l’isola rappresenta un tassello fondamentale per la tutela dei diritti umani e dell’autonomia del popolo cubano.























