Nato per ricordare la figura di Marco Rossi, giornalista che ha dedicato la sua professione in particolare a temi, luoghi e persone del mondo del lavoro, il Premio a lui dedicato giunge alla XIV edizione, un traguardo non scontato, data la crescente difficoltà negli ultimi anni nel trovare spazi di comunicazione per poter descrivere e raccontare come il lavoro si sia trasformato e declinato nelle sue varie tipologie, o in troppi casi drammaticamente scomparso.

Come da buona tradizione proprio oggi, simbolicamente il 1 maggio, si rende pubblico il bando di questa nuova edizione, e per fare un po’ la storia e il punto di una realtà ormai divenuta quasi unica nel suo genere è Antonio Longo, nella giuria del Premio Marco Rossi fin dalla sua creazione, collega di Marco Rossi negli anni di ItaliaRadio, a ricordare come “il senso del Premio Marco Rossi “Raccontare il lavoro” ben si concilia con quanto cantava Fabrizio e André sulle note di “In direzione ostinata e contraria”. Ci siamo infatti incontrati 15 anni fa tra familiari, amici e colleghi di Marco, per ricordare la sua presenza appassionata dentro ItaliaRadio, la sua ricerca di storie di lavoratori, disoccupati, sfruttati”.

Ma parlare di lavoro oggi non è una scelta popolare, perché “non fa audience, non ci sono scoop, niente gossip: in una parola, non vende”, evidenzia Longo. Eppure la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro o almeno così dovrebbe essere; e se, come ricordato ieri da Pontedera anche dal Capo della Stato Sergio Mattarella, la professione che si svolge, o si vorrebbe svolgere, incide profondamente nel presente e il futuro di milioni di persone, anche Longo sottolinea quanto “le prospettive di una vita serena si basano sul mantenimento di una occupazione che oggi può essere messa in pericolo da un sistema di intelligenza artificiale, ma anche stroncata da un infortunio grave per mancanza di sicurezza nei luoghi in cui si guadagna la propria giornata”.

Il Premio Marco Rossi vuole allora far conoscere cronache e storie di donne e uomini che “con il loro impegno, l’intelligenza, la fatica, i successi e fallimenti ogni giorno continuano a costruire questo Paese”, continua Longo; “noi cerchiamo di farlo raccogliendo i servizi radiofonici delle grandi emittenti pubbliche e private, ma anche i contributi di radio locali e, in queste ultime edizioni, soprattutto lo strumento del podcast (da un anno è attiva una virtuosa collaborazione tra il Premio e Assipod-Associazione Italiana Podcasting), che poi proponiamo agli ascoltatori attraverso i canali social, e un sito che stiamo costruendo per conservare queste testimonianza vive (www.raccontareillavoro.com)”

L’obiettivo, conclude Antonio Longo, è quello di “costruire una sorta di labour-bank, uno scrigno di vita reale”. Per continuare a camminare, e a guardare ancora, in direzione ostinata e contraria.