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Bookciak Azione!

Il cinema è la via di fuga

Gabriella Gallozzi
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Il premio, che mette insieme cinema e letteratura, ha superato il primo anno di pandemia e ora si prepara all'edizione 2021. Il tema scelto è, non a caso, la Resistenza. Tra i capisaldi, i laboratori svolti all'interno del carcere di Rebibbia, a cui partecipano le detenute

Un ponte di libri ed immagini per mettere in comunicazione chi è dentro col resto del mondo. Tanto più in questi tempi drammatici dettati dal Covid che per chi vive la realtà del carcere, significa isolamento nell’isolamento.

La sezione speciale del premio Bookciak, Azione! aperta alle allieve detenute di Rebibbia, per questo è nata ormai tre anni fa e per questo continua a provarci, grazie alla collaborazione col liceo artistico Enzo Rossi, presente all’interno dell’istituto carcerario romano. Sì, nel nome della resistenza declinata in tutte le sue forme, la collaborazione proseguirà anche per la decima edizione del concorso video che avrà la sua anteprima alla Mostra di Venezia il 31 agosto, come evento di pre-apertura delle Giornate degli Autori (in collaborazione con Sngci e Spi-Cgil), per poi andare in tour per festival e rassegne, fino ad arrivare a Parigi.

Una lunga carovana per rendere visibile e valorizzare questi piccoli corti, i bookciak, che trovano ispirazione tra le pagine dei romanzi, dei graphic novel e delle poesie e che anche quest’anno, nonostante le difficoltà del momento, faranno da ponte, come già detto, tra le ragazze di Rebibbia femminile, allieve del liceo artistico Enzo Rossi e i loro compagni di scuola di “fuori”.

Un ideale passaggio di testimone, una sorta di dialogo di uguaglianza attraverso la creatività, reso possibile dall’affiatato gruppo di lavoro che si è andato a creare in questi tre anni, con la supervisione dei due docenti responsabili del progetto Bookciak in carcere, Lucia Lo Buono e Claudio Fioramanti.

Sono loro, infatti a coordinare i laboratori interdisciplinari per le allieve-detenute. A mettere insieme, con il sostegno degli altri colleghi, la storia e la matematica, le arti plastiche con la filosofia per poi trasformare i romanzi - quelli che fanno da traccia ai corti - in materia di studio da approfondire in modo collettivo. Tenendo presente, soprattutto che i libri sono in italiano e le classi delle ragazze di Rebibbia sono una Babele di lingue e nazionalità, a maggioranza rom.

Eppure “quello che potrebbe sembrare una difficoltà - spiega Lucia Lo Buono - si trasforma invece in una ricchezza anche per noi docenti. Tante volte siano noi a metterci ad ascoltare i loro racconti, le loro storie di vita. Con Bookciak, in particolare, questo avviene sempre. Nel corso dei laboratori, durante le letture, le ragazze filtrano il testo attraverso i loro ricordi e le loro esperienze”.

Esemplare in questo senso è Volti, bookciak vincitore del 2019, ispirato a un graphic novel sulla Grande guerra (War Painters di Laura Scrpa) che, reinterpretata dalle ragazze di Rebibbia, ha assunto carattere e volti dell’ultimo conflitto dei Balcani, vissuto in prima persona da tante di loro di origine bosniaca.

Nel corso di queste tre edizioni i “bookciak galeotti” sono cresciuti, il lavoro del gruppo ha trovato nuove strade di comunicazione fino, purtroppo, al brusco arresto imposto dal Covid. Anche la scuola, infatti, ha subito il suo stop nella sua forma tradizionale. Tanto più in carcere dove l’attività si svolge ora a distanza nella distanza. Non attraverso il web, ma attraverso delle dispense cartacee consegnate agli allievi e poi ritirate e corrette dai docenti. Senza nessun contatto, senza così nessun possibile contagio. Ma anche in totale solitudine.

“ll silenzio che c’è nel carcere è assordante. La scuola manca tantissimo: è la finestra col mondo, la finestra della speranza”, ci ricorda, infatti, Ornella Volpicelli, alla testa del coordinamento delle scuole per adulti (Cpia 1 Roma). Come pure Stefano Anastasia, garante dei detenuti del Lazio, che ribadisce come la scuola “sia un canale fondamentale per vincere l’isolamento”.

In attesa che riprenda, intanto, il premio Bookciak, Azione! è pronto a fare la sua parte per vincerlo l’isolamento, come ha sempre fatto fin qui. Come pure gli stessi docenti dell’Enzo Rossi, pronti a far entrare in carcere i libri di Bookciak, Azione! (qui i titoli), insieme alle dispense. Quest’anno sicuramente sarà necessario qualche sforzo in più. Ma del resto il titolo che abbiamo scelto per questa X edizione è la resistenza, che mai come di questi tempi ci riguarda tutti. Dentro e fuori Rebibbia.

Gabriella Gallozzi è direttrice artistica di Bookciak Azione