La tassa sulle rimesse degli immigrati che non hanno iscrizione all’Inps è una misura inaccettabile e spero che la Chiesa , per bocca del cardinale Tarcisio Bertone, si indigni visto che la misura sembra essere stata pensata dalla Lega per venire incontro alle proteste del mondo cattolico, ovvero per “aiutare le coop bianche”. E’ anche una misura, l’ennesima, che da prova di come l’ipocrisia di questo governo sia senza confini, perché con questa tassa colpiscono gli sfruttati ma non toccano gli sfruttatori; quelli che fanno i soldi sulla pelle delle persone; quelli che non pagano i contributi; quelli che regolarizzano il rapporto di lavoro solo a “babbo morto”, dopo l’infortunio mortale sul lavoro che avviene sempre, in particolare con gli stranieri, sempre il primo giorno di lavoro. Gli immigrati clandestini sono l’effetto, non la causa; ma è più semplice prendersela con loro, che non hanno scelta, che non possono difendersi perché ricattabili e sono facilmente sostituibili nel caso decidano di dire basta rialzando la testa, piuttosto che con quelli che gestiscono il mercato delle braccia ( in agricoltura, in edilizia, nella logistica) in una situazione di schiavitù inaccettabile in un Paese che ha l’ambizione di definirsi civile, ma che in realtà da anni ha creato la sua ricchezza sullo sfruttamento dei più deboli, degli stranieri “brutti, sporchi e cattivi”, con l’effetto di aumentare il conflitto sociale e di abbassare l’asticella dei diritti per tutti, senza distinzione di nazionalità o colore della pelle. Quello che più mi preoccupa è che questo emendamento della Lega è figlio di un sentimento politicamente diffuso e trasversale perché non solo a destra si vede nello straniero la fonte di ogni problema, da quello della poca sicurezza a quello della mancanza di alloggi o del lavoro; è un sentimento presente anche nell’altra metà del Paese, anche in quella che vota PD o SeL o peggio ancora che ha la tessera della Cgil in tasca; è su questo tarlo che dobbiamo lavorare, su quel sentimento di “razzismo latente” presente dalla nostra parte e ( da iscritto ad entrambi) spero che il PD in Parlamento e la Cgil nei luoghi di lavoro si battano per eliminare questa ingiusta misura che alimenta la guerra tra poveri; perché non fare una raccolta di firme?

Claudio Gandolfi, Bologna

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