Svastiche, simboli del Terzo Reich e una croce celtica sono comparse nella notte sui muri e sui pilastri del cancello in via Bodoni 96, nel cuore di Testaccio, a Roma. È il cortile dove nel 2023 Paola Cortellesi ha girato il suo film campione di incassi C’è ancora domani, diventato un riferimento culturale sull’emancipazione femminile e sulla nascita della Repubblica.

L’Ama è intervenuta rapidamente ripulendo le pareti imbrattate. Ma il segno politico del gesto resta. “C’è ancora domani è un film sulla democrazia e sul coraggio delle donne. Il clima intimidatorio è sempre più evidente”, denuncia l’Anpi, che parla di “violenza sempre più sfacciata” e rivendica l’identità antifascista del quartiere. L’associazione, che ha istituito un Osservatorio permanente antifascista, spiega di voler “documentare e rispondere a ogni episodio di violenza neofascista sul territorio”. Parole di condanna arrivano anche dalla Cgil di Roma Roma Centro Ovest Litoranea.

Convocato un presidio antifascista per lunedì 23 febbraio alle 17.30 davanti al portone del cortile. L’obiettivo, spiegano, è ribadire con la presenza pubblica che “Testaccio è e resta un rione fieramente antifascista” e che Roma non può assuefarsi alla vista della croce uncinata.

Il luogo colpito non è uno spazio qualunque. Il film di Cortellesi, pluripremiato e proiettato anche nelle scuole, ha raccontato il passaggio storico che portò le donne al voto. Colpire quel muro significa tentare di colpire un simbolo. La risposta annunciata dal quartiere punta a trasformare lo sfregio in occasione di mobilitazione civile.