Un pezzo di storia dell’emigrazione italiana rischia di scomparire. La Cantine des Italiens di La Louvière, in Belgio, uno dei luoghi più emblematici della presenza italiana nel secondo dopoguerra, potrebbe chiudere. La Cgil ha lanciato l’allarme, definendo la situazione un grave rischio per la tutela della memoria collettiva dei lavoratori italiani all’estero. Non si tratta solo di un museo, ma di un simbolo materiale di migrazione, lavoro, lotte e integrazione.

Dalle miniere al museo della migrazione

La struttura fu costruita tra il 1946 e il 1947 per ospitare i minatori italiani arrivati in Belgio dopo gli accordi “uomo-carbone”, che prevedevano l’invio di manodopera in cambio di forniture energetiche. Qui vivevano e mangiavano i lavoratori impiegati nelle miniere e nell’industria siderurgica, in condizioni dure e precarie. Nel tempo, la Cantine è diventata il cuore della comunità italiana locale, un luogo di socialità e identità in un contesto spesso ostile.

Oggi ospita un museo dedicato alla storia dell’emigrazione, alle condizioni di vita dei minatori, alle battaglie sindacali e alla dignità del lavoro migrante. Il sito fa parte dell’area mineraria di Bois-du-Luc riconosciuta dall’Unesco, a conferma del suo valore storico e culturale internazionale.

Tagli ai fondi e rischio chiusura

La decisione della Provincia dell’Hainaut di non rinnovare il contratto con l’Immobilière Duferco a partire dal 1° gennaio 2026 ha fatto esplodere l’allarme. Senza una soluzione alternativa, il museo e l’intero sito rischiano di cessare le attività. Secondo il sindacato, la chiusura rappresenterebbe una perdita irreparabile non solo per la comunità italiana, ma per la memoria sociale e sindacale europea.

La mobilitazione e il comitato di salvaguardia

Di fronte alla minaccia, cittadini di origine italiana e realtà associative locali hanno lanciato un appello urgente alla mobilitazione e promosso la nascita di un comitato di salvaguardia della Cantine des Italiens. L’obiettivo è coinvolgere comunità italiane e belghe, rappresentanti dei lavoratori, istituzioni italiane e studiosi per difendere e rilanciare il sito.

La Cgil ha rivolto un appello alle autorità belghe, alle istituzioni italiane e alle organizzazioni culturali e sociali affinché si trovi rapidamente una soluzione per garantire la continuità del museo e delle attività educative. Preservare la Cantine des Italiens significa difendere la storia dei lavoratori migranti, il loro contributo allo sviluppo del Belgio e dell’Europa e la memoria delle lotte per i diritti e la dignità del lavoro.

La memoria come bene comune

La Cantine des Italiens non è un luogo della nostalgia, ma uno spazio vivo di trasmissione della storia alle nuove generazioni. Perdere questo sito significherebbe cancellare una parte fondamentale della storia sociale del Novecento, proprio mentre ricorrono anniversari cruciali come gli 80 anni dall’accordo italo-belga sul carbone e i 70 anni dalla tragedia di Marcinelle. Dimenticare la storia, avvertono i promotori della mobilitazione, significa rischiare di ripeterne gli errori e gli orrori.