Basta riduzione dei salari e dei diritti nei servizi pubblici. È il tema più caldo, anche dopo la recente legge di stabilità, portato in piazza a Roma dalla Funzione Pubblica della Cgil. Denunciano i sindacalisti dei pubblici di corso d'Italia: nel solo periodo 2010-14 le lavoratrici e i lavoratori dei servizi pubblici hanno perso cifre di reddito da salario che sfiorano i 9.000 euro. Il potere d'acquisto delle retribuzioni ha perso più dell'11 per cento e il "blocco del contratto fino al 2014 definisce chiaramente un ulteriore impoverimento già oggi insostenibile". Insomma: dalla legge Brunetta, alla spending review fino all'ultimo legge di stabilità, dicono alla Fp, "ogni atto e intervento dei governi ha avuto come obiettivo costante quello della riduzione dei salari delle lavoratrici e dei lavoratori". (si)
Fp Cgil, basta riduzione salari e diritti
20 ottobre 2012 • 00:00





















