Gianfranco Fattorini, segretario generale della Fiom Cgil di Terni, sarà il responsabile del neonato coordinamento regionale del sindacato dei metalmeccanici Cgil dell'Umbria. Lo hanno deciso stamattina i direttivi congiunti della Fiom Cgil di Perugia e Terni che si sono riuniti a Trevi, presso l'Hotel della Torre, alla presenza del segretario generale nazionale della Fiom Cgil Gianni Rinaldini e del segretario responsabile dell'organizzazione Luigi Camposano.

Fattorini avrà dunque il compito di accompagnare la nuova “istanza regionale” della Fiom ai congressi provinciali, in cui saranno poi eletti i delegati per il congresso regionale che sancirà la nascita vera e propria della Fiom dell'Umbria e ne definirà gli organismi. “Una scelta organizzativa – come ha spiegato il segretario Camposano – che oltre ad allineare l'Umbria alle altre regioni d'Italia, ha anche l'obiettivo di rafforzare e armonizzare l'attività sindacale della categoria”.

Ma il direttivo di stamattina, aperto dal segretario generale della Fiom di Perugia, Alessandro Piergentili e proseguito con i molteplici interventi di lavoratori metalmeccanici e dirigenti sindacali, è stato anche occasione per la Fiom e per la Cgil di tornare a parlare della crisi che sta colpendo sempre più duramente l'Umbria e il Paese. “Una crisi tutt'altro che passata”, come ha osservato nel suo intervento conclusivo Gianni Rinaldini.

“Se ragioniamo in termini di economia reale – ha detto il numero uno della Fiom nazionale – dobbiamo renderci conto che il peggio, in termini occupazionali e sociali, lo avremo di fronte nei prossimi mesi. Le previsioni ci dicono infatti che l'Italia chiuderà il 2009 con un calo del Pil di 4-5 punti percentuali, un tracollo senza precedenti – ha osservato Rinaldini – e poi molte aziende, anche qui in Umbria, stanno per esaurire le 52 settimane di cassa integrazione a loro disposizione, dopodiché ci sono solo le ristrutturazioni e i licenziamenti”.

Per questo secondo il segretario Fiom, il sindacato deve “dare continuità alle iniziative sinora messe in campo, culminate nella grande manifestazione nazionale dello scorso 4 aprile”, a partire dalla “battaglia centrale a difesa della democrazia tra i lavoratori”. Chiaro qui il riferimento all'accordo separato, siglato da Cisl, Uil e Ugl con Confindustria, ma non dalla Cgil e sul quale i lavoratori hanno potuto esprimersi (peraltro bocciandolo in maniera nettissima) solo grazie alla consultazione referendaria organizzata dalla sola Cgil, visto il rifiuto degli altri sindacati di dare la possibilità di votare ai lavoratori. “Dunque, il vero elemento distintivo – ha concluso il segretario Fiom – è proprio la democrazia e il coinvolgimento diretto dei lavoratori nelle scelte che li riguardano”.

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