“La sentenza di Torino riveste un'importanza fondamentale in tema di tutela della salute sui luoghi di lavoro”. Lo scrive oggi su La Repubblica Luciano Gallino, commentando la sentenza al processo Eternit che si è concluso con condanne a 16 anni per i due industriali. “Essa stabilisce anzitutto una relazione stretta tra una sostanza alla quale gruppi di lavoratori sono stati esposti in azienda e una patologia che li colpisce anche molti anni dopo”.

“La sentenza di Torino – spiega il professore – avrà certamente un effetto sulla valutazione di altre tragedie. L'Organizzazione internazionale del lavoro stima che le morti correlate alle condizioni delle fabbriche siano due quattro volte maggiori di quelle dovute agli incidenti sul lavoro. Si tratta quindi di aggiungere agli oltre mille decessi che si registrano in Italia altre 2.000-4.000 vittime ‘fantasma’ l'anno.
“La sentenza di Torino – conclude Gallino – rappresenta un fermo invito a badare ai segnali precoci che di continuo si profilano in tanti settori industriali, dove si lavora con sostanze e processi forse non pericolosi come l'amianto, ma che rischiano comunque di infliggere col tempo dolorose lezioni”.