“Le donne lavoratrici straniere? Se fanno le domestiche o le badanti hanno un contratto con un monte orario inferiore a quello reale. Lavoriamo 8 ore al giorno ma ce ne vengono registrate 20 settimanali. Il resto dei contributi li paghiamo noi. Lo denunciamo in Cgil. Tutto questo è ingiusto e discriminante”. Leni Vallejo è una donna della comunità filippina e rappresenta il Coordinamento migranti della Cgil. È stata tra le più applaudite all’incontro di Catania dell'11 marzo dal titolo: “Con le donne per la libertà. Spegni le discriminazioni e accendi i diritti", organizzato in occasione della Giornata delle donne, dalla Camera del lavoro e dal Coordinamento donne Cgil. Un evento dedicato  a tutte le donne e alla poetessa Alda Merini.

La denuncia di Leni è paradigmatica: le straniere vengono discriminate e sfruttate, anche a Catania, in nome di un contratto che consente loro di rimanere in Italia: “La Cgil è per noi un luogo di confronto e di conoscenza dei nostri diritti. Il nostro è un lavoro “grigio”, poiché abbiamo un contratto ma con contenuti che non combaciano con il vero monte ore di lavoro. Noi accettiamo per assicurarci il permesso di soggiorno – conclude Leni-  e nel frattempo spesso siamo costrette a cercare un altro datore di lavoro, per un altro contratto, pagando noi stessi contributi per arrivare a quanto richiesto dalla legge”.



I lavori
sono stati aperti, dopo i saluti del segretario generale Giacomo Rota e dalla responsabile del Coordinamento, Erica Sapienza, dalle tre delegate delle categorie Filcams (Laura Barbagallo)  e Flai (Maria Rosa Favorito) e Coordinamento migranti Cgil (Leni Vallejo), e sono stati poi proseguiti dalla segretaria confederale Pina Palella, responsabile Dipartimento Legalità e conclusi dalla segretaria confederale e responsabile delle Pari Opportunità, Margherita Patti.