“Ho passione e amore per la scuola, ma ogni anno spero che il 30 giugno arrivi un po’ più tardi e il primo settembre un po’ prima; ogni anno spero che questo nostro strano Paese abbia ancora bisogno di gente come me. Sono infatti una delle centinaia di migliaia di precari della scuola, che uniscono in questa definizione due grandi mondi: il mondo della paura e quello della speranza. Essere precaria, a scuola come nei call centers, nel pubblico impiego o in ogni altra azienda, è il mondo della paura”.

Rossella Zelioli, 28 anni, “insegnante per scelta”
. Laurea, abilitazioni, punteggi, sedi da scegliere e posti in graduatoria da scalare ogni anno, racconta oggi la sua storia dal palco del Circo Massimo. Ecco una parte del suo discorso: “A 28 anni, con i titoli e la voglia in tasca, sai benissimo che un altro anno passerà prima di poter fare un figlio o accendere un mutuo per comprare casa. Passerà questo, il successivo, passerà l’altro ancora, così, fino a quando ti renderai conto che il figlio e il mutuo non ti saranno più possibili. Non ti sarà più possibile perché nel pieno di una crisi economica spaventosa non è il caso di far posto ai sogni di famiglia e di futuro quando il tuo lavoro si accende e si spegne come una lampadina e il tuo compagno ha di fronte l’esaltante prospettiva della cassa integrazione…. ei prossimi mesi la mia paura crescerà ancora, e i sogni diventeranno sempre più piccoli”.


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