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Lavoro, la precarietà moltiplica i rischi

Lavoro, la precarietà moltiplica i rischi
Foto: Foto di Simona Caleo
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Landini chiude l'ultimo appuntamento dell'iniziativa della Cgil. "Apprezziamo che il primo atto del ministero del Lavoro sia stato la convocazione del tavolo sulla sicurezza"

“Tutte le imprese italiane devono sapere che valorizzare la sicurezza è un vantaggio, non un costo”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, concludendo l'evento finale delle Giornate del lavoro della Cgil, che si è svolto oggi (martedì 15 ottobre) a Roma in corso d'Italia, dal titolo “Cambiamento è... lavoro, sicurezza, prevenzione: le proposte della Cgil”. “Nel nostro prossimo convegno – ha aggiunto – non discutiamo di ciò che sarebbe necessario fare, ma valutiamo ciò che concretamente è stato fatto. Questo è il metodo che dovremmo adottare”.

Landini ha parlato del tema complessivo della sicurezza nei luoghi di lavoro. “La formazione – a suo avviso – non è un problema solo dei lavoratori dipendenti, ma anche delle imprese e degli imprenditori che devono farsene carico: c'è anche questo tema da mettere sul tavolo”. In generale “è necessario estendere il diritto alla formazione”. Il segretario ha apprezzato la presenza del ministro del Lavoro Nunzia Catalfo: “Colgo positivamente il gesto di venire qui oggi: apprezziamo che il primo atto del dicastero sia stato la convocazione del tavolo sulla sicurezza, ne prendiamo atto”. “Dobbiamo dare atto al nuovo governo di aver avviato una fase nuova di confronto con le parti sociali, mentre non mi pare se la passino bene quelli che volevano decidere tutto da soli”, ha detto ancora.

In generale, ha proseguito, “il livello di precarietà che c'è nel Paese, con le diverse forme di lavoro, ha determinato una logica per cui la competizione tra le imprese è legata solo ai costi. Molte aziende – non tutte – seguono il principio: ‘utilizzo chi mi costa meno’. Se un lavoratore rifiuta un basso salario lo mettono alla porta, sicuri che ce ne sarà un altro al suo posto. Anche per questo serve un nuovo Statuto dei lavoratori, affinché siano premiati gli imprenditori che agiscono seriamente, non coloro che giocano al ribasso”.

Quanto alle proposte specifiche, Landini ha rilanciato l'idea della patente a punti: “Esauriti i punti a disposizione perché non si è curata la salute e la sicurezza dei lavoratori, per un po’ si sta fuori dagli appalti pubblici”. Necessario però anche “trovare un sistema premiante per le imprese virtuose che rispettano la salute e la sicurezza dei lavoratori” e, sul fronte della prevenzione, “servono assunzioni di ispettori del lavoro così come di medici di medicina del lavoro”.