“Lo sciopero del 20 novembre è importante perché credo che tutti insieme – lavoratori e studenti - possiamo cambiare le cose”: così Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, in vista della mobilitazione decisa dal sindacato di corso d’Italia per protestare contro le politiche del governo Meloni.

“In questo momento – aggiunge – lavoratori e studenti hanno un ruolo fondamentale per mettere in discussione scelte sbagliate – a partire dagli investimenti per le armi – e dire con forza che un modello sociale alternativo è possibile. Bisogna dare risposte ai bisogni essenziali, non soltanto dei ragazzi e delle ragazze, ma della società in generale”.

Leggi anche

Per questo, sottolinea, “servono investimenti forti nella scuola, nell'università, nella ricerca – che sono presìdi di democrazia - e in generale in tutti quelle infrastrutture sociali fondamentali per la coesione nel nostro Paese”. 

Al contrario di ciò che sta facendo questo esecutivo che non è riuscito a prospettare nessuna soluzione per garantire il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati i cui redditi vengono mangiati dall’inflazione.

Basti ricordare che nel quinquennio meloniano, lavoratrici e lavoratori della scuola hanno perso complessivamente 21.507 euro, vale a dire 3.385 euro l’anno che corrispondono a 276 euro al mese.

"Questi dati – osserva – significano che in questi 4 anni si è disinvestito nella valorizzazione del personale, con risorse nei contratti molto inferiori all'inflazione”, e, allo stesso tempo, nei settori della conoscenza la precarietà è aumentata a dismisura: “Abbiamo numeri impressionanti, mai contestati dal ministro stesso: nello scorso anno il numero dei contratti a tempo determinato nella scuola è arrivato a quota 302.000 e a questi vanno aggiunti i precari della ricerca e dell’università”-