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La Flc Cgil interviene sui dati dell’ultimo rapporto Inail relativi al periodo gennaio-agosto 2026, e secondo il quale sono 52.849 le denunce di infortunio che hanno coinvolto studenti, con un aumento del 5,21% rispetto alle 50.232 registrate nello stesso periodo del 2025. Di queste, 51.433 denunce riguardano infortuni avvenuti durante le attività scolastiche, comprese quelle svolte nei percorsi di Formazione scuola-lavoro (ex Pcto), con un incremento del 4,81% rispetto al 2025. Le restanti 1.416 denunce riguardano infortuni in itinere, in aumento del 21,96% rispetto alle 1.161 dell'anno precedente.
Particolarmente preoccupante, ovviamente, è il dato relativo agli infortuni con esito mortale: 12 denunce nei primi otto mesi del 2026, contro le 7 dello stesso periodo del 2025. Sei decessi sono stati denunciati in occasione delle attività scolastiche, che comprendono anche i percorsi di Formazione scuola-lavoro, e sei in itinere. Nel 2025 erano stati rispettivamente cinque e due.
La distribuzione territoriale dei 12 casi mortali evidenzia:
- in occasione delle attività scolastiche: un caso in Liguria, uno in Veneto, uno in Friuli-Venezia Giulia, uno in Toscana, uno nel Lazio e uno in Calabria.
- in itinere: tre casi in Lombardia, uno in Umbria, uno in Molise e uno in Puglia.
Per il sindacato della conoscenza della Cgil “è importante precisare che le statistiche Inail comprendono nella categoria degli infortuni durante le attività scolastiche anche quelli verificatisi nei percorsi di Formazione scuola-lavoro, senza tuttavia consentire, in queste tabelle, di distinguere quanti dei sei decessi siano direttamente riconducibili a tali percorsi”.
In ogni caso,continua la nota, “i dati confermano la necessità di mantenere alta l'attenzione sulla sicurezza degli studenti, sia durante le attività scolastiche e le esperienze formative nei luoghi di lavoro, sia negli spostamenti connessi a tali attività. La sicurezza deve essere parte integrante della progettazione e dell'organizzazione dei percorsi formativi, non un adempimento esclusivamente formale”.
Per la Flc Cgil, in questo quadro, “appare ancora più grave la scelta del ministero di ridurre del 26% le quote per studente destinate ai percorsi di Formazione scuola-lavoro. Di fronte ai dati sugli infortuni, anziché proseguire con la rigorosa coerenza di questo governo nel mantenere sottofinanziato il settore dell'istruzione, sarebbe necessario investire maggiormente nella qualità dei percorsi, nella prevenzione, nella formazione e nella sicurezza. Non si può chiedere alle scuole di garantire esperienze formative sicure e di qualità e, contemporaneamente, sottrarre loro le risorse necessarie per organizzarle”.






















