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La chimica verde di Porto Torres deve ripartire da investimenti di scala industriale, capaci di garantire ricadute occupazionali paragonabili a quelle previste nel protocollo del 2011. È la posizione ribadita da Cgil e Filctem nel confronto che si è svolto il 3 novembre al ministero delle Imprese e del made in Italy, alla presenza del Governo, di Eni e delle istituzioni territoriali e regionali. L'obiettivo indicato dai sindacati è arrivare alla sottoscrizione di un Accordo di Programma, come previsto dalla legge del 2022.
L'incontro, definito interlocutorio ma utile dalle organizzazioni sindacali, ha consentito di verificare una convergenza tra territorio e Regione sulla strategia da perseguire e di registrare la disponibilità della Presidenza del Consiglio e dei referenti del Mimit a costruire un percorso condiviso per arrivare all'intesa.
Investimenti e occupazione al centro del confronto
Al tavolo sono intervenuti Massimiliano Muretti, segretario generale della Camera del Lavoro di Sassari, Marco Falcinelli, segretario generale della Filctem Cgil nazionale, Simona Fanzecco, segretaria generale della Cgil Sardegna, il sindaco di Porto Torres Massimo Mulas, il sindaco della Città metropolitana di Sassari Giuseppe Mascia e l'assessore regionale all'Industria Emanuele Cani.
La delegazione sindacale ha illustrato al Governo e a Eni i contenuti della "Posizione condivisa della chimica verde a Porto Torres", sottoscritta dai soggetti del territorio. Il punto centrale riguarda la dimensione degli investimenti: Cgil e Filctem chiedono progetti industriali nel campo della chimica verde e del riciclo che abbiano valore e ricadute occupazionali comparabili a quelli previsti dal protocollo del 2011.
Non si tratta, dunque, di interventi marginali o di iniziative isolate, ma di un progetto industriale in grado di restituire una prospettiva produttiva e occupazionale al polo chimico di Porto Torres.
L'Accordo di Programma e i temi da tenere separati
La Cgil ha inoltre ribadito la necessità di arrivare a un Accordo di Programma, richiamando quanto stabilito dalla legge del 2022. Una richiesta condivisa dall'intera delegazione sindacale e che, secondo le organizzazioni, deve rappresentare il riferimento per definire impegni, investimenti e prospettive del sito.
La delegazione ha anche precisato che la produzione di energia da fonti rinnovabili, le aree del retroporto e il pontile solidi non possono essere inseriti nello stesso confronto sulla chimica verde. Sono questioni da affrontare in sedi e momenti distinti, eventualmente come elementi complementari, ma senza confondere i rispettivi obiettivi.
In chiusura, il segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri Carlo Deodato ha confermato la necessità di arrivare alla sottoscrizione dell'Accordo di Programma e proposto un nuovo incontro nel gennaio 2027. In quella sede dovranno essere verificate le proposte dell'azienda.
Per Cgil e Filctem, adesso è necessario trasformare la disponibilità manifestata al tavolo in impegni concreti. "Metteremo in campo tutte le azioni utili affinché si realizzino gli impegni, capaci di restituire al territorio, alle lavoratrici e ai lavoratori la dignità che meritano", concludono le organizzazioni sindacali.






















