“Siamo in un territorio che si sta spopolando, in cui rimangono prevalentemente anziani: questi devono ricostruire la loro socialità e hanno bisogno di servizi di prossimità, di tipo soprattutto socio-sanitario”. Così la segretaria generale dello Spi Cgil, Tania Scacchetti, all’evento organizzato a Camerino a dieci anni dal sisma.
L’appuntamento aveva come titolo “Dieci anni dopo - Territori vivi. Oltre la ricostruzione: la condizione degli anziani nel cratere del sisma 2016”. È stato promosso dallo Spi in collaborazione con l’Università di Camerino.
“Proprio gli anziani – ha detto Scacchetti -, insieme alle nuove generazioni, possono essere la spinta propulsiva per far ripartire le aree colpite dal sisma, ma anche le aree interne”.
È stata una giornata importante, quella organizzata dal sindacato dei pensionati e delle pensionate. A dieci anni dal terremoto del 2016, quale futuro attende le persone anziane e le comunità del cratere? Da questa domanda si è partiti per riflettere sulle condizioni necessarie affinché la ricostruzione restituisca ai territori non soltanto le abitazioni, ma anche servizi essenziali, relazioni sociali e possibilità di sviluppo.
Al convegno ha partecipato Carla Mastrantonio, segretaria nazionale dello Spi, Stefania Filetti, segretaria confederale Cgil, insieme a molte testimonianze dal cratere.
“È necessario avere cura e contezza dei bisogni della popolazione – secondo Filetti -, a partire dalla scuola per i più giovani e dalla sanità di prossimità per gli anziani. Poi c’è il nodo della mobilità, ossia come raggiungere questi luoghi, perché senza di essa non si può parlare di sviluppo”.
Abbiamo raccolto le voci in un video.






















