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Altro che lotta al gioco d’azzardo. Il governo ha deciso di sfruttare vizi e dipendenze degli italiani puntando sui giochi per finanziare la manovra finanziaria 2027. Come? Proroga fino al 2029 delle concessioni di scommesse, slot e bingo, raddoppio delle puntate e delle vincite delle slot, proroga dei gratta e vinci, e chi più ne ha più ne metta. In tutto sono nove le misure contenute nel disegno di legge di bilancio che di fatto aumentano l’offerta, l’attrattività e le occasioni di gioco.
L’offerta si amplia
“È un’operazione che in qualche modo era attesa, ma non con queste dimensioni – afferma Marzio Govoni, presidente della fondazione Isscon che insieme a Federconsumatori e Cgil redige il libro nero sull’azzardo in Italia –. È un intervento che va esattamente nella direzione opposta a quella che noi chiedevamo, e cioè di lavorare per ridurre l’offerta già oggi enorme di azzardo, per invertire i numeri spaventosi che registriamo da molto tempo. Si prevedono 700 milioni di euro di gettito erariale in più, il che vuol dire diverse decine di milioni di euro di giocato in più. Questo ci proietta nel 2028 vicini alla soglia dei 200 miliardi di euro giocati in azzardo”.
Slot nei bar, liberi tutti
L’operazione più grave che viene fatta è quella sulle slot, l’area più delicata di tutte. Il provvedimento prevede che le concessioni per scommesse, slot, videolottery e bingo vengano prorogate consentendo agli attuali operatori di continuare senza nuove gare.
“La competenza delle slot che sono nei bar tabacchi continua a essere dello Stato fino al 31 dicembre 2029, quando invece dovrebbe passare alle Regioni, che potrebbero normarle e regolarle – prosegue Govoni -. I bar sono i primi posti dove si va a giocare, sono vicini alle scuole, perché non vigono limiti di distanza come per le videolottery, sono frequentati da persone con redditi medio-bassi. È molto spesso la modalità con cui ci si accosta al mondo dell’azzardo: mi annoio, faccio una prova, prendo un caffè e faccio una giocata. Questo ci raccontano i giocatori anonimi con cui abbiamo un forte scambio. Insomma sono un incentivo acclarato all’azzardo, allo sviluppo delle ludopatie”.
Niente distanziometro
Se non ci fosse la proroga prevista in manovra, alla fine del prossimo anno i bar con le macchinette potrebbero rientrare nel “distanziometro” previsto dalle singole Regioni: per esempio, non stare entro 50 metri da un centro sportivo, da un centro di aggregazione frequentato da ragazzi, da una scuola.
Allo stesso tempo si introduce un trattamento fiscale favorevole per queste slot: il prelievo sale al 25 per cento per gli apparecchi che restituiscono almeno il 70 per cento delle somme giocate, con una previsione di aumento della raccolta del 30 per cento.
Altri incentivi al gioco
Altro incentivo al gioco, il raddoppio delle puntate e delle vincite delle slot: la puntata massima passa da uno a due euro, e la vincita massima da 100 a 200 euro. Questo renderà il gioco nei bar ancora più interessante, per chi ha un problema di disturbo da d’azzardo: la previsione è un’esplosione dei numeri in un Paese che già oggi detiene il record mondiale di 22 miliardi di euro di perdite, rapportati agli abitanti.
Via libera anche alle sale bingo: la distanza minima tra sale si riduce da 30 a 15 chilometri. Per lotto e supernalotto viene introdotta un’ulteriore estrazione settimanale, il mercoledì. La concessione delle lotterie istantanee, comprese quelle a distanza, viene prorogata fino al 2029.
Italia, mecca dell’azzardo
Poi c’è il capitolo delle agevolazioni sui debiti pregressi dei concessionari: per somme risalenti al 2015 è prevista una riduzione fino al 20 per cento, la rinuncia agli interessi e il pagamento rateizzato.
“Un trattamento ultraspeciale, un regalo bello e buono ai concessionari – prosegue Govoni -. C’è chi sostiene che il governo sta diventando esso stesso dipendente dall’azzardo. Non si è neanche provato a indorare la pillola: investiamo risorse in campagne e iniziative, ma è stata privatizzata anche l’attività di contenimento del gioco, affidandolo alle aziende stesse che producono spot ridicoli. Questo esecutivo ha attuato anche il superamento del divieto di pubblicità: sport, formula 1, partite di calcio, tutto è un fiorire di promozioni. E ha trasformato questo Paese in una mecca del gioco, mentre i disturbi da dipendenze crescono anche nella popolazione più giovane, un vero dramma sociale”.






















