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Fp Cgil, tamponi e test sangue per tutti operatori penitenziari

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"Non possiamo che apprezzare l'iniziativa assunta da alcune regioni, tra cui l'Emilia Romagna e l'Abruzzo, di sottoporre a screening sierologico o a tamponi gli operatori penitenziari. Intervento ancor più apprezzabile da parte nostra perché da tempo chiediamo, inascoltati, all'amministrazione penitenziaria, nella sua responsabilità di datore di lavoro, di garantire la sicurezza in tutte le carceri e al suo personale. Ora tali iniziative devono essere estese a tutto il territorio nazionale". Ad affermarlo è la Fp Cgil Nazionale.

Da tempo, prosegue, "stiamo sollecitando l'Amministrazione Penitenziaria, a livello centrale e periferico, a operare per tutelare tutti coloro che lavorano in carcere, un'istituzione chiusa dove è difficile mantenere la distanza di sicurezza e un eventuale contagio sarebbe difficile da contenere, anche a causa del sovraffollamento dei detenuti. Ora finalmente alcune regioni cominciano a seguire la strada da noi tracciata, ma le responsabilità dell'amministrazione Penitenziaria sulla mancata tutela della salute del personale restano inalterate".

"L'unico modo - aggiunge il sindacato - per tracciare gli asintomatici ed evitare che possano accedere in carcere, è quello di effettuare test al personale della polizia penitenziaria e a quello del comparto ministeri dell'amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile, oltre ovviamente a quello sanitario. Purtroppo, malgrado le nostre diffide, solo in poche regioni ci sono iniziative in tal senso. Siamo già in ritardo e non ci resta molto tempo per evitare che i contagi si moltiplichino, quindi chiediamo ancora una volta l'intervento del Ministro della Giustizia Bonafede affinché tale iniziativa sia estesa a tutto il territorio nazionale", conclude la Fp Cgil.