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Pedretti: «In piazza per tutti»

Pedretti: «In piazza per tutti»
Foto: Foto di Marco Merlini
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Il segretario generale dello Spi Cgil dal palco del Circo Massimo: "Lottiamo per tutte le persone che in questi anni si sono impoverite. C'è bisogno di una politica responsabile e che parli con serietà e autorevolezza ai cittadini. Staremo in guardia"

“La nostra lotta non è egoistica. Le lotte dei pensionati sono per il Paese, per il futuro, per i giovani”. È un intervento a tutto tondo quello scandito dal segretario dello Spi Cgil, Ivan Pedretti, nel corso della manifestazione organizzata al Circo Massimo di Roma da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil per chiedere al governo di modificare una legge di bilancio che non dà nulla a 16 milioni di persone.

L’intervento di Pedretti si è aperto con un ringraziamento alle pensionate e ai pensionati di Venezia che “nonostante l’acqua alta hanno deciso di venire a Roma” e con la garanzia che lo Spi porterà l’aiuto necessario per “soccorrere quel grande patrimonio che è Venezia”.



“Questa piazza – ha poi detto – rappresenta la volontà dei pensionati di lottare per tutte le persone che in questi anni si sono impoverite, anni in cui è cresciuta una diseguaglianza che ha colpito pensionati lavoratori e giovani”. Noi, ha scandito, “vogliamo parlare a tutto il Paese” e grande solidarietà va ai lavoratori dell’Ilva in lotta per salvare il loro futuro.

Rivolto poi a chi governa, il leader dello Spi ha ammonito che per risolvere i problemi del paese “c'è bisogno di una politica responsabile e che parli al popolo con serietà e autorevolezza. ‘Popolo’ è una parola importante che non può essere svilita e usata solo elettoralmente”. Ricordando poi le orribili nuove persecuzioni subite da Liana Segre, gli strali sono andati alla politica “dell’odio, degli uni contro gli altri. Noi invece vogliamo una politica inclusiva dello stare insieme anche se diversi: giovani e anziani, lavoratori e pensionati, uomini e donne, laici e religiosi. Rivogliamo la nostra Italia unità, forte, innovativa e creativa. Basta con l'idea di un paese chiuso in se stesso”.

Poi naturalmente i temi che interessano più direttamente i pensionati, anche se pure in questo caso Pedretti ha tenuto a metterli sempre in relazione alla crescita e alla civiltà dell’intero Paese, senza barriere generazionali. Di qui l’invocazione, direttamente al primo ministro Conte di una legge quadro sull’autosufficienza: “Facciamola – ha detto –. È una legge di civiltà che serve a tutelare 3 milioni di persone che però arrivano a 10 milioni considerando le loro famiglie”. Si tratta di una legge fondamentale anche per le nuove generazioni: “Altrimenti quel peso ricadrà poi su di loro”. Non è difficile fare questa legge, “basta incardinarla nella manovra di bilancio”.


Quanto ai pensionati in generale, il segretario dello Spi ha ricordato che l’80 per cento di essi ha una pensione tra i 500 e i 1.500 euro lordi al mese, guadagnata “facendo duri lavori e versando contributi per 40-42 anni e pagando più tasse che altrove in Europa. Come si fa a definirci egoisti?”.

È proprio rispetto a questo quadro che la rivalutazione proposta di 40 centesimi al mese risulta “umiliante”: “Dateci una rivalutazione vera, dignitosa”, anche perché “negli ultimi sette anni abbiamo lasciato nelle casse dello Stato 44 miliardi di euro, e nemmeno 1 euro di questi è andato alle politiche giovanili, alla ricerca, all'istruzione, ai servizi sociali ma esclusivamente a coprire il debito pubblico”. Insomma: “Non è possibile che non si trovino risorse per aumentare le pensioni più basse, che poi sono soprattutto quelle dei più poveri, gli operai e le donne che in questo sistema sono le più bistrattate”.



“Smettetela di ascoltare soltanto le lobby e i capibastone della politica, migliorate questa manovra di bilancio, ascoltateci”, ha scandito Pedretti nel suo appello finale al governo, perché “guarderemo attentamente cosa farete, quali emendamenti sosterrete e ne trarremo ovviamente le conseguenze. Saremo la vostra spina nel fianco. Abbiamo apprezzato l'intervento sull’abbassamento delle tasse ai lavoratori, i 2 miliardi in più sul fondo sanitario e il superamento del superticket per il prossimo anno. Ma vorremmo che la politica di questo governo guardassero anche a quei milioni di pensionati e pensionate che durante questi anni di crisi e di continui blocchi della rivalutazione hanno continuato ad aiutare i loro figli”. Insomma: “Non siamo invisibili e ogni giorno ve lo dimostreremo”.