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Milano, accordo sulla partecipazione dei lavoratori

Milano, accordo sulla partecipazione dei lavoratori
Foto: (immagine di Geralt, da Pixabay)
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Lo hanno siglato Cgil, Cisl, Uil e Assolombarda. Il coinvolgimento dei dipendenti migliora le prestazioni aziendali e il rapporto vita-lavoro. I sindacati: serve però un forte supporto legislativo che dia attuazione all'articolo 46 della Costituzione

Promuovere la cultura della partecipazione dei lavoratori all’interno della vita aziendale, con l’obiettivo di rispondere alle nuove esigenze portate dall’innovazione tecnologica, da una sempre maggiore competizione internazionale e dalla necessità di una migliore conciliazione di vita e lavoro.

È questo uno dei principali obiettivi dell’accordo tra Assolombarda e Cgil, Cisl, Uil milanesi presentato da Mauro Chiassarini, vicepresidente di Assolombarda alle Politiche del lavoro, sicurezza e welfare; Massimo Bonini, segretario generale della Camera del lavoro metropolitana di Milano; Carlo Gerla, segretario generale Cisl Milano Metropoli; Danilo Margaritella, segretario generale Uil Milano e Lombardia.

“Il coinvolgimento attivo e diretto dei lavoratori in azioni finalizzate ad obiettivi di miglioramento delle prestazioni aziendali e del rapporto vita-lavoro costituisce un’opportunità per le imprese, per gli stessi lavoratori e complessivamente per il Paese – ha dichiarato Mauro Chiassarini, vicepresidente di Assolombarda –. In questa logica abbiamo pensato insieme a Cgil, Cisl e Uil di iniziare un percorso condiviso, indirizzato in particolare alle piccole e medie imprese, per promuovere esperienze di partecipazione organizzativa, che possano anche avvalersi dei benefici di legge”.

Si tratta di un accordo strategico che sottolinea il ruolo dei lavoratori e il contributo che possono offrire per favorire il buon andamento e il miglioramento delle aziende. La parola chiave ‘partecipazione’ non può essere più basata su fattori ideologici, bensì su fattori strutturali; per questo servono forme di coinvolgimento più attuali e moderne. È questa la sfida che dobbiamo affrontare. La contrattazione decentrata, il welfare aziendale e la bilateralità sono straordinarie palestre di partecipazione, oggi occorre però un forte supporto legislativo che dia attuazione alle previsioni dell’art. 46 della Costituzione, il confronto aperto con Confindustria deve rappresentare su questo tema una grande opportunità di sviluppo. Questo protocollo può avere rilevanza anche a livello nazionale per i risultati che consentirà di raggiungere”, hanno commentato Bonini, Gerla e Margaritella.

Tra le azioni previste dall’accordo, l’impegno a promuovere workshop formativi rivolti alle organizzazioni sindacali, ai funzionari associativi, alle rappresentanze sindacali aziendali, agli imprenditori e ai dirigenti d’azienda. Gli incontri, nei quali saranno coinvolti esperti della materia, costituiranno importanti momenti di confronto e di condivisione dei casi di successo in materia di innovazione organizzativa aziendale. Best cases che, attraverso la valorizzazione di buone pratiche rispetto alla partecipazione dei lavoratori, hanno portato miglioramenti alla produttività delle imprese e un maggior benessere per le persone.

Inoltre, grazie al protocollo viene costituita una Commissione territoriale con l’obiettivo di individuare, incentivare e diffondere le best practices esistenti in materia. Sarà così più facile promuovere, nella contrattazione decentrata, percorsi sperimentali per favorire il coinvolgimento effettivo dei lavoratori e delle loro rappresentanze nell’organizzazione del lavoro, andando oltre le attuali modalità di consultazione e informazione.

Infine, con l’intesa tra le parti viene avviato un confronto per individuare gli strumenti attraverso i quali la contrattazione decentrata può contribuire ad accrescere la partecipazione dei lavoratori nelle scelte delle imprese, attraverso le proprie rappresentanze aziendali, con particolare riferimento agli aspetti di rilevante impatto tecnologico, ambientale e occupazionale.