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I sindacati al governo: «Piano pluriennale per il Sud»

Governo-parti sociali, secondo round
Foto: Marco Merlini
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Cgil, Cisl e Uil a confronto con il premier Conte e il ministro Di Maio. "Subito una soluzione positiva per le tante vertenze aperte nel Mezzogiorno, non va perso nemmeno un posto di lavoro". Quello di cui c'è bisogno, dicono, è "una politica espansiva"

"Sul Sud serve una visione e una strategia complessiva: abbiamo bisogno di un piano strutturato in un'ottica pluriennale". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini al tavolo sul Mezzogiorno con il governo che si è svolto a Palazzo Chigi e al quale hanno partecipato anche i segretari generali di Cisl (Anna Maria Furlan) e Uil (Carmelo Barbagallo). Landini ha parlato di un piano di medio periodo di almeno 5 anni che sia "sovra-regionale per evitare frammentazione e dispersione degli interventi" e che coinvolga le parti sociali sia in fase di programmazione che in quella di attuazione e verifica".

Un ruolo che potrebbe concretizzarsi in un coinvolgimento, ha detto ancora Landini, delle Parti sociali nelle cabine di regia istituzionali a partire da quella con le 8 Regioni del Sud. "Inoltre - ha aggiunto- è necessario trovare una soluzione positiva per le tante vertenze aperte relative alle aziende in crisi del Mezzogiorno, dove non deve essere perso neppure un posto di lavoro".

Secondo Cgil, Cisl e Uil, Il rilancio del Mezzogiorno richiede con urgenza una politica economica "espansiva", capace di "far ripartire la produzione e i servizi e di generare quel processo di redistribuzione della ricchezza che è mancato in questi anni". Nella piattaforma unitaria sul Mezzogiorno che hanno presentato al premier Giuseppe Conte i sindacati chiedono all'esecutivo di realizzare un piano di investimenti sulle infrastrutture materiali e sociali, accompagnato da "un fondo statale destinato alla progettazione di opere pubbliche, specifico per il Mezzogiorno, con una dotazione iniziale di almeno 500 milioni".

I sindacati invocano anche investimenti "per la prevenzione, la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio e degli edifici" e per "l'infrastrutturazione sociale, in particolar modo su sanità, servizi sociali e istruzione, quali precondizioni indispensabili per una dinamica di sviluppo". Per sostenere gli investimenti privati i sindacati propongono poi "incentivi selettivi e condizionati" "in settori strategici" finalizzati a creare "occupazione di qualità". E chiedono inoltre "un rafforzamento delle amministrazioni pubbliche in termini di personale e competenze con un piano straordinario di assunzioni".