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Ilva: Fiom Cgil, errori nell'applicazione dell'accordo

Ilva, avanti a fatica. Fiom: «Siamo ai preliminari»
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Primo incontro di verifica al Mise. Rosario Rappa: "Non vorrei che dal punto di vista delle assunzioni si ripresenti lo schema adottato all'arrivo dei Riva, con la scelta delle prime file e la messa fuori organico di chi ha ridotte capacità lavorative"

Si è tenuto nel pomeriggio di ieri, 8 novembre, al ministero dello Sviluppo economico, il primo incontro di verifica dell'attuazione dell'accordo Ilva, siglato il 6 settembre scorso e approvato dai lavoratori attraverso referendum. Erano presenti i rappresentanti del ministero, del management di Am Investco, guidato dalla direttrice delle Risorse umane Annalisa Pasquini, e delle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali.

L'azienda ha illustrato lo stato di attuazione del piano, a partire dall'organizzazione e dal management team fino ad arrivare al processo di selezione dei dipendenti che da Ilva sono passati a AmI, ad oggi 10.652 sui 10.700 previsti dall'accordo. "Per quanto riguarda la Fiom - ha dichiarato Rosario Rappa - confermiamo la positività dell'accordo sottoscritto due mesi fa, ma rileviamo alcuni errori nella sua applicazione, a partire dalla non condivisione con le organizzazioni sindacali nazionali del monitoraggio dell'applicazione dell'accordo, operazione che chiediamo al governo di garantire costantemente".

"È necessario - ha aggiunto - che l'organizzazione del lavoro dell'azienda, cosa che vale per tutte le multinazionali, si misuri con la dimensione territoriale, a partire dalle scelte dei fornitori e dalla gestione dei lavoratori in appalto". "Infine - ha concluso Rappa - non vorrei che dal punto di vista delle assunzioni si ripresenti lo schema adottato all'arrivo dei Riva, con la scelta delle prime file e la messa fuori organico di chi ha ridotte capacità lavorative o, cosa particolarmente antipatica, con l'individuazione di liste di prescrizione".