Quattro operai sono rimasti ustionati in un incidente avvenuto all'interno delle Acciaierie Venete, a Padova. I lavoratori sarebbero stati investiti da un colata di materiale incandescente. Due operai hanno riportato ustioni al 100% del corpo, e sono in condizioni gravissime. Lo riferiscono fonti sanitarie. I due pazienti si trovano nei centri di Padova e Cesena. Un terzo lavoratore presenta ustioni al 70% del corpo, ed è ricoverato a Verona. Un quarto, meno grave, è all'ospedale Sant'Antonio di Padova. L'incidente si sarebbe verificato a causa della rottura di alcuni supporti che sostengono i tubi nei quali scorre l'acciaio allo stato liquido. 

“Siamo di fronte a una drammatica emergenza nazionale che ci interroga sul legame tra condizioni di lavoro e modello di sviluppo e innovazione”. Così in una nota la Cgil nazionale, dopo l’ennesimo incidente sul lavoro che si è verificato oggi presso le Acciaierie Venete e che ha visto gravemente coinvolti 4 operai. "Nella lotta contro gli infortuni - prosegue la Cgil, che esprime vicinanza ai lavoratori vittime degli infortuni e alle loro famiglie - siamo tra due fuochi: da un lato il vecchio modo di lavorare, specie nei settori più colpiti, in cui si continua a morire esattamente come mezzo secolo fa; dall’altro, il nuovo che avanza, il futuro 4.0, portatore di nuovi fattori di rischio e malattie professionali, in parte ancora non indagati” . Per la Cgil, “occorre, dunque, potenziare i controlli per rendere esigibili le leggi esistenti, da implementare e modellare anche sulla base delle nuove esigenze” .

"Sono vicina ai lavoratori delle Acciaierie Venete, e alle loro famiglie, coinvolti nell’ennesimo incidente", commenta su Twitter il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. "La sicurezza sul lavoro è ormai una drammatica emergenza nazionale. Sono necessarie scelte immediate: più controlli, più rigore, più formazione e informazione". 

"Un gravissimo incidente è avvenuto questa mattina, poco prima delle 8, nello stabilimento delle Acciaierie Venete di Padova, azienda che lavora a ciclo continuo". E' quanto si legge in una nota della Fiom nazionale, che dopo una sintetica ricostruzione dei fatti aggiunge: "Nello stringerci alle famiglie dei lavoratori coinvolti, condanniamo da subito l'accaduto, di cui faremo le valutazioni del caso, ricordando che nel recente passato avevamo già richiesto che non ci fosse promiscuità tra la movimentazione delle siviere e i dipendenti. Purtroppo quello che non doveva succedere è accaduto. In nessun caso si può parlare di fatalità. E' necessario - conclude il comunicato del sindacato dei metalmeccanici Cgil - che la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sia la priorità in ogni ambiente di lavoro, in tutto il paese".

Dal primo gennaio sono 255 i morti sui luoghi di lavoro in Italia. Lo afferma l'Osservatorio indipendente di Bologna che aggiorna quotidianamente sul suo blog il drammatico susseguirsi di incidenti: "Con le morti sulle strade e in itinere si arriva a superare già i 450 morti complessivi". Da dieci anni il sito registra ogni tragedia sul lavoro, regione per regione, città per città: è un'iniziativa avviata il primo gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima. I dati ufficiali delle denunce di infortunio mortale presentate all'Inail registrano per i primi tre mesi del 2018 212 morti sul lavoro: 22 in più rispetto alle 190 del primo trimestre 2017 (+11,6%).