Aumenta la protesta e il clima è sempre più teso e rovente tra gli addetti dei centri dell'impiego di tutta la Regione Umbria che questa mattina (5 maggio) durante un'assemblea sindacale sono voluti scendere in piazza della Repubblica a Perugia e manifestare contro la Regione e le Province per le mancate soluzioni che riguardano il loro futuro e quello delle politiche attive al lavoro. 

Questa volta la mobilitazione è stata inedita: una giornata particolare di informazione-protesta dal titolo: "Difendiamo i servizi pubblici: costruiamo il lavoro"!. Durante l'iniziativa gli addetti ai centri per l'impiego hanno offerto servizi ai cittadini e utenti in piazza: orientamento, servizi amministrativi, mediazione (assegno di ricollocazione, Asdi,  ecc..), servizi specialistici, servizi alle imprese, legge 68/99 (servizi per disabili e categorie protette).

All'interno della vertenza proclamata dai sindacati regionali (Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl), nonché dalle Rsu delle due province, i dipendenti hanno voluto mobilitarsi andando in piazza e sensibilizzando i cittadini sulla loro situazione, da un lato, e dall'altro ponendo al centro della protesta il lavoro e mettendo a disposizione di tutti professionalità e competenze maturate negli anni. 

Dopo la bocciatura del referendum costituzionale, infatti, gli addetti ai Cpi si trovano in una condizione di "avvalimento" o, come meglio usano dire, di "avvilimento", in quanto, di fatto, sono senza un datore di lavoro: già scaricati dalle Province, non sono stati assunti dalla Regione, pur essendo di quest'ultima propria la funzione delle politiche attive per lavoro. 

Il tema lavoro tanto decantato da tutti, si legge in una nota della Cgil umbra, "in realtà vede un rimpallo di competenze sia dalla Provincia che dalla Regione, determinando un scaricabile a discapito dei lavoratori e dei cittadini che rischiano di non avere più risposte nel lavoro dal pubblico servizio. I lavoratori chiedono: garanzia del ruolo del ruolo pubblico dei servizi, stabilizzazione del personale precario e adeguata dotazione organica, fine del l'avvilimento, finanziamenti stabili, potenziamento dei servizi per gli utenti, valorizzazione delle professionalità presenti".