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Cantieri navali, sciopero di un'ora per la pausa pranzo negata

Fincantieri Palermo: un protocollo sanità a tutela dei lavoratori
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Il 10 marzo lo stabilimento si ferma un'ora, alla fine di ogni turno, in solidarietà con i lavoratori dell'officina Osa-A. Partecipano anche i lavoratori dell'indotto Fincantieri. La battaglia per avere riconosciuta la pausa pranzo ai cantieri si allarga

Domani (10 marzo) tutto lo stabilimento dei Cantieri navali di Palermo farà uno sciopero di un'ora, alla fine di ogni turno, in solidarietà con i lavoratori dell'officina Osa-A. Partecipano anche i lavoratori dell'indotto Fincantieri. La battaglia per avere riconosciuta la pausa pranzo ai cantieri si allarga. Dopo otto giorni di astensione dal lavoro per mezz'ora al giorno, la Fiom ha intensificato l'azione di lotta per dire no allo spostamento della pausa pranzo a fine turno e per chiedere il riconoscimento di una pausa che permetta la consumazione di un pasto nonché di un riposo fisico necessario all'interno dell'orario di lavoro.

È inammissibile che non si conceda una pausa per questo tipo di lavoro altamente usurante – dichiara Francesco Foti, della segreteria Fiom Cgil di Palermo -. Lo sciopero di un'ora è stato proclamato a tutela dei lavoratori: quella mezz'ora di pausa serve per consentire al lavoratore di prendere una boccata d'ossigeno e rigenerarsi”.

Solidarietà ai lavoratori arriva dalla Cgil Palermo. “Siamo vicini ai lavoratori in lotta e condividiamo le ragioni della protesta – dichiara il segretario generale, Enzo Campo - Non è pensabile che per lavori di questo genere, come quelli di saldocarpenteria, si vada avanti per 7-8 ore di seguito, permettendo una pausa soltanto alla fine della giornata lavorativa. Riteniamo che le richieste dei lavoratori vadano ascoltate e che sia necessario garantire condizioni di vivibilità e di salute più umane, anche per mantenere i livelli di sicurezza dentro il Cantiere navale”.