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Senza incentivi frenano i contratti stabili

Aeroporti e telecomunicazioni, raffica di esuberi
Foto: (foto di Federica Pinelli)
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Dati Inps: nei primi cinque mesi assunzioni a tempo indeterminato -78%, voucher +43%. Fammoni (Fondazione Di Vittorio) a RadioArticolo1: "Non c'è nessuna crescita. Il 70% dei nuovi rapporti è precario. Nel 2016 saranno venduti più di 130 milioni di buoni"

Frenano i contratti stabili, aumenta la precarietà, volano i voucher. E' quanto emerge dai dati diffusi oggi (19 luglio) dall'Inps, che si riferiscono ai primi cinque mesi del 2016. Tra gennaio e maggio, rileva l'Istituto, sono stati stipulati 712.007 nuovi contratti a tempo indeterminato, comprese le trasformazioni, mentre le cessazioni sono state 629.936 con un saldo positivo di 82.071 unità. Si tratta di un -78% rispetto al saldo positivo di 379.282 contratti stabili dei primi cinque mesi 2015, dato che risente della riduzione degli incentivi per le assunzioni.

Le assunzioni dei datori privati sono state 2.076.000, con una riduzione di 263.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (- 11,2%). Questo rallentamento ha coinvolto essenzialmente i contratti a tempo indeterminato: -280.000, pari a -34% sui primi cinque mesi del  2015.  "Il calo - evidenzia l'Inps - è da ricondurre al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell'abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni".

Da registrare poi la forte contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-37%). Per i contratti a tempo, nei primi cinque mesi del 2016, si registrano 1.441.000 assunzioni, in linea con gli anni precedenti (+ 0,6% sul 2015, e + 1,2% sul 2014). Crescono le assunzioni in forma atipica: quelle con contratto di apprendistato sono state 90.000, con un incremento del 10,4% sul 2015. Le cessazioni complessivamente risultano diminuite dell'8,9%.

Nel periodo gennaio-maggio 2016 sono stati venduti 56,7 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto ai primi cinque mesi del 2015, pari al 43%. Questo un altro passaggio della rilevazione: nello stesso periodo del 2015 la crescita dell'utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 75,2%.

"Da una prima lettura dei dati c'è una frenata impressionante dei contratti a tempo indeterminato. In carenza del meccanismo degli incentivi, poi, si dimostra che l'andamento dell'economia non è in grado di fornire occasioni di lavoro per colmare il gap". Lo dichiara il presidente della Fondazione Di Vittorio, Fulvio Fammoni, ai microfoni di RadioArticolo1. "Fuori dalla logica degli incentivi - quindi - non c'è una crescita dell'economia in grado di assicurare nuovi posti di lavoro".

La precarizzazione "torna ad aumentare", osserva Fammoni: "Quasi il 70% dei nuovi rapporti di lavoro è instabile. E poi c'è un vero e proprio boom dei voucher, ovvero il massimo dell'instabilità, che rappresentano un grave problema per le persone. Se si conferma la tendenza quest'anno supereremo i 130 milioni di voucher venduti nell'arco di tutto il 2016. Uno strumento non solo ingiusto, ma che può anche nascondere dentro di sé ulteriori meccanismi di sfruttamento e frode".

Sulla capacità di intervento del governo, infine, "temo che il meccanismo messo in atto dal ministero del Lavoro non sarà in grado di intercettare lo sfruttamento e riportarlo ad una situazione normale".

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