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Atac: Filt-Fit-Uiltrasporti scrivono a Brandolesi, Rettighieri e Tronca

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"In questo incandescente clima elettorale, dove ogni esternazione e ogni articolo pubblicato sulla stampa assume la forma di propaganda per l’uno o l’altro schieramento, corre l’obbligo di precisare le ragioni della nostra decisione a chiedere il rispetto del protocollo di relazioni sindacali vigente, in vista della definizione di nuove regole condivise". Così, i segretari generali regionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, Eugenio Stanziale, Francesco Sorrentino e Simona Rossitto, in una lettera indirizzata all'amministratore unico di Atac, Armando Brandolesi, al direttore generale, Marco Rettighieri, e al commissario staordinario di Roma Capitale, Paolo Tronca.

"Le organizzazioni sindacali – puntualizzano i dirigenti sindacali – sono quelle che hanno aperto il vaso di Pandora romano da tempo, denunciando con i mezzi disponibili, incluse le mobilitazioni delle lavoratrici e lavoratori e le conferenze stampa, proprio quella voracità che aveva afferrato Atac e la stava trascinando nella voragine. Il nostro è un piano coerente, fatto di accordi con cui intendiamo partecipare al piano di risanamento di Atac, a partire dai princìpi di equità e responsabilità. Lotta agli 'ad personam', aumento dei livelli di produttività, reinternalizzazione delle lavorazioni esternalizzate, riduzione dei dirigenti, sottoscrizione degli accordi rispetto ai licenziamenti collettivi, di cui alla legge 223/1991. Il tutto, nell’ambito delle nostre prerogative e facoltà. Per questo, abbiamo chiesto e continueremo a chiedere incontri ad Atac, con l’intenzione di ripristinare al più presto un giusto rapporto di interlocuzione, nell'ambito dello spirito di collaborazione da sempre dimostrato".

"Il nostro obiettivo - concludono i sindacalisti – è quello di rivendicare, in questo delicato momento, relazioni industriali più avanzate e all’altezza dei gravi problemi di Atac, in linea con quel processo di moralizzazione e di risanamento in atto, al quale non ci opponiamo e che riteniamo possa realizzarsi anche grazie alla nostra azione contrattuale".