Si stanno preparando a incrociare le braccia gli oltre 15.000 lavoratori del settore termale, dopo l’interruzione delle trattative per  rinnovo del contratto nazionale, scaduto da più di tre anni. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione e una giornata di sciopero per il 22 ottobre, a seguito delle posizioni rigide di Federterme, che chiede l’ampliamento della sfera contrattuale per poter applicare il ccnl anche in quelle strutture alberghiere che hanno le cure termali al proprio interno e che oggi applicano il contratto nazionale di lavoro del settore alberghiero e la revisione del trattamento economico della malattia per il periodo di carenza.

Secondo i sindacati, "sono proposte inaccettabili perchè potrebbero creare solo confusione e dumping contrattuale, oltre alla messa in discussione  dei diritti acquisiti. Nonostante i tentativi di mediazione, Federterme si è mostrata irremovibile dalla sua posizione e ha dichiarato che senza apertura verso l’ampliamento della sfera contrattuale e la revisione del periodo di carenza malattia, non sarà disponibile ad affrontare le richieste sindacali poste in Piattaforma a partire dall’incremento salariale".

I sindacati, quindi, hanno ritenuto necessario indire lo stato di agitazione, dichiarando la messo in campo di azioni di lotta per poter rinnovare il contratto di lavoro. È risaputo che il settore soffre, soprattutto a causa della riduzione delle prestazioni assistenziali a carico del Sistema sanitario nazionale e delle difficoltà economiche causate dalla crisi in atto, ma a nulla è servita la disponibilità del sindacato ad affrontare congiuntamente  i problemi posti con il ministero interessato e gli enti preposti.

“Abbiamo di fronte una controparte che sembra non voglia cogliere i mutamenti in atto e quindi affrontare e sviluppare le potenzialità che il termalismo offre – affermano ancora i sindacati –; il rinnovo del contratto è indispensabile per dare risposte alle richieste delle aziende termali, che certamente devono tener conto dei cambiamenti del mercato, ma le difficoltà del settore non possono essere scaricate sui lavoratori, che da anni attendono il rinnovo e il recupero del loro salario e il riconoscimento di giuste aspettative rispetto ad un settore che potrebbe garantire maggiore occupazione e stabilità”.

Sarà quindi, astensione nazionale il 22 ottobre, e i territori stanno organizzando presìdi e iniziative che comprendono Salsomaggiore, Chianciano, Montecatini, Sirmione, Castellamare e in molte altre località termali.
Le lavoratrici ed i lavoratori sono pronti a scendere in piazza per far riconoscere i loro diritti ad avere un rinnovo  dignitoso nell’ambito di un settore dell’economia che potrebbe essere fondamentale per la crescita del Paese.