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Fulminato in fabbrica, la Foxconn non voleva risarcirlo

Foxconn: ancora mistero sulle cause della maxi rissa
Foto: Foxconn: ancora mistero sulle cause della maxi rissa
rassegna.it
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La storia di Zhang, ingegnere rimasto fulminato nello stabilimento di Shenzhen. La famiglia ha portato in tribunale la multinazionale per vedersi riconosciuto il diritto a un giusto risarcimento. Ci è voluto più di un anno, per poche centinaia di euro

Da una parte l'avvocato della Foxconn, il colosso che produce componenti per i principali marchi dell'elettronica e della telefonia mondiale, a partire da Apple, dall'altro il padre di Zhang Tingzhen, un giovane ingegnere cinese di 26 anni che lo scorso anno è rimasto vittima di un gravissimo incidente sul lavoro che gli ha causato pesanti danni cerebrali. I due si sono ritrovati uno contro l'altro nella prima udienza che vede opposte la famiglia Zhang e la multinazionale, sull'entità del compenso dovuto al lavoratore infortunato.

La famiglia dell'ingegnere - che attualmente non è in grado di muoversi e può pronunciare soltanto poche semplici parole – sostiene, secondo quanto riporta il China Labour Bullettin, di essere stata tratta malamente da Foxconn e che l'incidente occorso al figlio era assolutamente prevenibile.

Zhang Tingzhen ha preso la scossa ed è caduto da una scala
, subendo un grave trauma cranico, mentre stava aggiustando una luce nello stabilimento di Shenzhen, il 26 ottobre 2011. Secondo suo padre, un ingegnere qualificato come lui, con uno stipendio di oltre 4000 yuan al mese (circa 500 euro) non dovrebbe essere mandato a riparare una luce. Inoltre, accusa ancora il genitore della vittima, le precauzioni prese per l'intervento erano assolutamente inadeguate, dato che il figlio non indossava nemmeno dei guanti. Il padre di Zhang ha anche dichiarato che dopo l'incidente sono passati oltre 90 minuti prima che il figlio venisse portato all'ospedale locale, distante appena un chilometro.

Al termine dell'udienza, molto tesa, con tanto di lancio di uova sull'avvocato di Foxconn, la famiglia Zhang e il legale stesso hanno trovato una mediazione, per il pagamento di una cifra più giusta al lavoratore ormai invalido. Ma, secondo il China Labour Bullettin l'atteggiamento di Foxconn ha fatto sì che, per poche centinaia di euro, il calvario di Zhang Tingzhen si protraesse per più di un anno.

Ora, l'uomo ha lasciato l'ospedale e si è spostato in un vicino dormitorio insieme ai parenti. Suo padre dice che si sta riprendendo lentamente e che ora riesce a fare lentamente le scale se aiutato. “Riesce anche a cantare semplici canzoni per bambini”, racconta ancora il padre.