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U-smart: lavoro agile a Roma Tre

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Lavoratori del terzo ateneo romano in assemblea in vista dell'introduzione dello smart working. Con Tania Scacchetti, Cgil; Monica L'Erario, coordinatrice Flc Roma Tre; Laura Rossi, delegata sindacale; Silvia Doria, ricercatrice. A cura di Davide Colella

In vista dell’applicazione dello smart working nell’Università Roma Tre, i lavoratori hanno organizzato un focus sulla sua applicazione nella pubblica amministrazione e in particolare nell’università. Obiettivo del sindacato introdurlo nel prossimo rinnovo del contratto integrativo. Ma che cosa è lo smart working? Il Politecnico di Milano lo definisce “un nuovo modello organizzativo fondato sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati”. Nel 2017 la Legge 81 ha posto l'accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l'accordo individuale e sull'utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto, come ad esempio: pc portatili, tablet e smartphone. Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È, quindi, prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali.