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Il Lavoro è. Parla Simona Conti

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L'intervento della delegata Unicoop Firenze

da Rassegna sindacale “Nel momento in cui tutto sembra andare alla deriva e regnano il populismo e l’egoismo, noi abbiamo la responsabilità morale di rompere questo torpore e di prenderci cura delle persone che ci chiedono di essere da noi rappresentate. I nostri valori sono gli stessi della Costituzione, il nostro ruolo è quello di essere ‘conservatori’ dei diritti”. Così ha detto Simona Conti, delegata sindacale Filcams di Unicoop Tirreno di Firenze, intervenendo al XVIII congresso della Cgil in corso alla Fiera del Levante di Bari. Simona Conti si è concentrata soprattutto sui temi del lavoro, che è il “grande assente del dibattito politico”: un lavoro sempre più “al ribasso a causa dei contratti pirata, sempre più precario, sempre più povero”. In questo senso la delegata sindacale ha citato il lavoro “delle donne, che si vedono costrette a scegliere tra la realizzazione di un progetto familiare e l’ambizione di conseguire professionalità lavorativa” e il lavoro “dei giovani, costretti a lavorare in nero, ad esempio, come stagionali nel turismo con tutele quasi inesistenti, oppure costretti a lasciare il Paese per sfuggire a chi vorrebbe farli lavorare gratis o con i voucher”. La delegata di Unicoop Tirreno, poi, ha ricordato “l’assurda situazione che vede il comparto della distribuzione, con una vacanza contrattuale che dura da cinque anni”. Ha concluso evidenziando che “nell’epoca della digitalizzazione e del 4.0 si inseguono solo algoritmi e produttività, chiedendo ai lavoratori ritmi sempre più esasperati e flessibilità disumane”: da qui, ad esempio, la necessità di “tornare indietro sulla liberalizzazione selvaggia degli orari commerciali, perché l’H24 non ha assicurato alcun incremento e non ha senso. Noi lo combatteremo con tutte le nostre forze, il commercio non è servizio essenziale, ognuno di noi ha il diritto di festeggiare le feste laiche e religiose in piena libertà, dobbiamo siamo cittadini consapevoli e non consumatori ignoranti”.