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Il Lavoro è. Parla Pino Gesmundo

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L'intervento del segretario generale Cgil Puglia

da Rassegna sindacale “Grande soddisfazione e orgoglio di ospitare nella nostra regione, dopo le Giornate del Lavoro, anche il congresso nazionale della Cgil, 46 anni dopo quello con Luciano Lama segretario. Abbiamo considerato questo come un segno di particolare attenzione nei confronti del Mezzogiorno”. Così Pino Gesmundo, segretario generale della Cgil Puglia, dal palco congressuale della Fiera del Levante di Bari. “Questa nostra ultima fase congressuale deve assumere le stesse caratteristiche di responsabilità per la salvaguardia della nostra organizzazione ma soprattutto per il messaggio che i nostri iscritti ci hanno trasferito nelle precedenti fasi congressuali. Tenere fermo il valore della unità della nostra organizzazione. E noi compagni quel messaggio non possiamo tradirlo”, ha affermato Gesmundo. “Lo sfaldamento della politica come era intesa tradizionalmente impone a noi, ancora di più che in passato, autonomia e unità, ma non indifferenza dalla politica, conservando certo, il nostro pluralismo interno che va messo a valore e portato sempre a sintesi. Mi affido e condivido le valutazioni politiche che hanno portato la segreteria e Susanna a proporci come segretario generale della Cgil il compagno Maurizio Landini. Valutazione che vale per me e buona parte del gruppo dirigente pugliese. Proposta che vorrei ricordare è anche frutto di una fase di ascolto sul territorio. Altro che monarca che nomina il successore”. Quanto al Governo, le sue scelte vanno “in direzione opposta rispetto a quelli che sono gli interessi prioritari dei lavoratori, dei pensionati e del Paese, specie del Mezzogiorno, per questa ragione il Mezzogiorno deve dare una grande risposta di partecipazione alla manifestazione del 9 febbraio”. Gesmundo conclude citando Lama che a Bari celebrava 46 anni fa il congresso della Cgil. “abbiamo lottato per la libertà e la democrazia ma anche per sconfiggere nella coscienza dei lavoratori e del popolo ogni tentazione al disimpegno, da qualunque parte essa venga. […]  I giovani devono crescere con questi valori, e sapere che la nostra generazione, pur con tutti i suoi limiti ed errori, ha creduto in qualche cosa e continua a crederci ed è capace di sacrificarsi e continua a sacrificarsi per questi valori”. “Parole scritte nella dura stagione del terrorismo e degli anni di piombo. Oggi il Paese sta attraversando una fase diversa ma ugualmente difficile. E sono questi insegnamenti, quelli di Di Vittorio, di Lama, la storia della Cgil a dover infondere a tutti noi il coraggio nell’azione per il progresso e la convivenza civile. Senza aver paura e soprattutto tutti insieme”.