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Il Lavoro è. Parla Eliana Como

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L'intervento della prima firmataria secondo documento congressuale

da Rassegna sindacale “Non so se c’è voluto più coraggio o più incoscienza a presentare un documento alternativo senza alcun appoggio politico. Eppure penso di sì, abbiamo fatto bene. Perché difenderemo sempre la possibilità di avere punti vista differenti nella nostra organizzazione”. Così Eliana Como, prima firmataria del documento congressuale di opposizione "Riconquistiamo tutto", ha aperto il suo intervento al Congresso della Cgil, dal palco dell’assise in corso a Bari. D'altronde, ha detto, “sono molte le differenze tra il nostro e il primo documento. Noi non condividiamo la centralità dell’unità sindacale con Cisl e Uil, la concertazione, la partecipazione alle grandi opere e un’idea di Europa che non mette in discussione radicalmente, fino in fondo, le politiche di austerità. Così come non abbiamo condiviso le scelte contrattuali, fino all’ultima, quella della grande distribuzione. Perché è mancata radicalità nel difendere il welfare pubblico”. In realtà, ha continuato Como, “mi chiedo tuttora se dietro il 98% dei voti ottenuto dal primo documento ci sia davvero un solido consenso per le nostre scelte. Tra poche settimane andremo alla manifestazione unitaria contro la legge di bilancio di un governo razzista, xenofobo e schifosamente sessista”, eppure “abbiamo difficoltà ad andare a parlare con i lavoratori, che ci chiedono dove eravamo quando sono stati approvati la legge Fornero e Jobs act”. “Abbiamo passato un anno - ha detto Como - a fare un congresso con un documento dal consenso granitico, senza accorgersi che nelle assemblee c’era poca attenzione e poco interesse. E mentre discutevamo di nomi e nomenclature nei blog e sui social, già stavamo scendendo sul piano del populismo, come in un derby di calcio”. "Noi abbiamo fin dall'inizio sostenuto a viso aperto le nostre opinioni – ha concluso -. E questo continueremo a fare. A chi ci chiede se per noi che da sempre sosteniamo la radicalità, la democrazia e le lotte, Landini non rappresenti finalmente una svolta democratica e movimentista, rispondiamo no. Landini sarà anche il nostro segretario, come è ovvio. Ma pretenderemo soprattutto che sia lui a essere il segretario di tutti e non solo di chi lo ha votato".