È il momento della quattordicesima: i pensionati e le pensionate italiane possono accedere alla rata di luglio, corrisposta in un’unica soluzione, per chi soddisfa alcuni requisiti. Ecco cos’è e come ottenerla.

Cos’è la quattordicesima

La cosiddetta “quattordicesima” consiste in un’indennità netta integrativa, erogata in un'unica tranche insieme al cedolino pensionistico di luglio. Tale bonus spetta ai cittadini che hanno raggiunto il 64esimo anno d’età, con il preciso obiettivo di salvaguardare il potere d’acquisto delle pensioni di importo medio-basso dall'inflazione e dal costo della vita.

A carico dello Stato

Il finanziamento della misura è interamente a carico delle casse statali. Per questa ragione, sebbene si tratti di una disposizione di natura previdenziale, l’accesso al beneficio è strettamente subordinato al rispetto di determinati tetti legati al reddito del singolo soggetto. Mentre l’importo erogato rimane fisso, la soglia economica per accedervi viene rivalutata periodicamente.

L’esenzione fiscale

Sotto il profilo fiscale, questo sussidio straordinario gode di una totale esenzione: non concorre alla formazione del reddito imponibile, non è sottoposto a tassazione e non incide in alcun modo sulle valutazioni per l'accesso ad altri ammortizzatori sociali o prestazioni assistenziali e previdenziali.

I criteri di accesso

Il diritto a percepire la somma integrativa matura al compimento del sessantaquattresimo anno di età, a patto che le entrate personali non superino i parametri stabiliti dalla legge. Ai fini della valutazione economica, vengono conteggiati quasi tutti i redditi del richiedente, inclusi quelli esenti o soggetti a ritenuta Irpef.

Restano esclusi dal computo il valore dell’immobile adibito a prima casa, le somme corrisposte a titolo di arretrati, il Tfr, le pensioni di guerra, gli assegni al nucleo familiare e le indennità di accompagnamento o analoghe voci assistenziali. Inoltre la situazione economica del coniuge è ininfluente, dunque non viene presa in esame.

Per chi percepisce la reversibilità

Questo emolumento aggiuntivo viene riconosciuto anche a coloro che percepiscono la pensione di reversibilità, ovviamente in presenza dei requisiti. Ma in questa circostanza, la base contributiva utilizzata per determinare il diritto subisce una riduzione, venendo calcolata nella misura del 60% rispetto a quella originaria.

L’evoluzione della legge

L’introduzione della quattordicesima mensilità risale a un accordo siglato tra i sindacati e il governo nel 2007. Fino all'estate del 2016 l'assegno veniva corrisposto esclusivamente ai pensionati che dichiaravano entrate non superiori a 1,5 volte il trattamento previdenziale minimo.

L’ampliamento della platea

Una svolta è arrivata con l’intesa di settembre 2016: a partire da luglio 2017, infatti, l'importo della somma aggiuntiva è stato incrementato del 30% per la platea storica dei beneficiari, fino a 1,5 volte il minimo. È stato inoltre esteso anche a una nuova fascia di pensionati, ovvero coloro che percepiscono un reddito compreso tra una volta e mezza e due volte il trattamento minimo.