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“I dati dell’Osservatorio Isee dell’Inps pubblicati da Il Sole 24 Ore meritano una lettura attenta, perché i numeri in questo caso raccontano l’esatto contrario di quello che sembrano dire”. I Caaf Cgil, dopo la pubblicazione del recente documento, hanno sottolineato che “in quattro anni, il numero di nuclei familiari con un Isee sotto i 10 mila euro – la soglia che dà accesso ai bonus sociali su luce, gas e acqua – è calato del 21%. Meno di 4 milioni di nuclei rientrano oggi in quella fascia. Sembrerebbe una buona notizia. Non lo è”.
Un indicatore che misura male la realtà
Il valore medio dell’Isee nel 2025 è cresciuto dell’8% rispetto all’anno precedente. “Non perché le famiglie stiano meglio – ci spiega Monica Iviglia, presidentessa del Consorzio nazionale dei Caaf Cgil –. Il meccanismo è più sottile e decisamente più ingiusto. L’Isee – dichiara la dirigente – tiene conto anche dei depositi bancari. Negli ultimi anni, con l’incertezza economica e il costo della vita in aumento costante, molte famiglie hanno smesso di spendere e hanno tenuto ferma sul conto corrente quella liquidità che un tempo avrebbero usato per piccole spese, vacanze, acquisti. Non perché avessero di più: perché avevano paura di trovarsi impreparate davanti a una bolletta imprevista, a una spesa medica, a un’emergenza. Quel risparmio difensivo, quel denaro trattenuto per paura del futuro, l’Isee lo conta come ricchezza. Il risultato è paradossale: famiglie che faticano ad arrivare a fine mese vedono salire il loro indicatore economico e perdono il diritto al bonus. Formalmente più ricche. Praticamente più sole”.
I poveri ci sono, ma i bonus non li raggiungono
Il Rapporto 2026 dell’Alleanza contro la Povertà ricorda che le famiglie in povertà assoluta in Italia sono 5,7 milioni, a cui si aggiungono quasi 2,8 milioni in povertà relativa. Il 14,2% della popolazione vive in condizioni di precarietà economica. Un’altra prova, dicono i Caaf Cgil, che “i conti non tornano: meno famiglie accedono ai bonus, ma non perché la povertà sia diminuita. Le soglie Isee sono rimaste ferme mentre il costo della vita correva. Chi è davvero in difficoltà rischia di non rientrare nei parametri perché il suo Isee supera di poco la soglia, magari per via di un piccolo deposito sul conto o per effetto delle nuove regole di calcolo introdotte dalla legge di bilancio”.
Barbaresi, Cgil: “Si continua ad affrontare il disagio economico con misure spot e bonus”
Una spirale che ci riporta al malcostume di un Paese nel quale “si continua ad affrontare il disagio economico, che colpisce in modo sempre più pervasivo le persone e le famiglie, con misure spot e bonus, spesso solo per pochi, anziché con politiche pubbliche forti e strutturali capaci di dare certezze – spiega Daniela Barbaresi, segretaria nazionale della Cgil –. Di fronte alla povertà in cui vive un decimo della popolazione, occorrono interventi di carattere universale che non lascino indietro nessuno e garantiscano la presa in carico dei bisogni complessi delle famiglie in difficoltà”.
La Cgil: servono misure strutturali, non bonus una tantum
La critica del Consorzio nazionale dei Caaf Cgil è netta. “Le soglie che definiscono l’accesso ai benefici non sono state adeguate al contesto attuale. I requisiti per ottenere i bonus non sono più coerenti con le motivazioni per cui quegli strumenti erano stati introdotti”. Adoc, Cgil e Alleanza contro la Povertà chiedono al governo di avere il coraggio di intervenire in modo strutturale: rimodulare le soglie Isee, sterilizzare l’extra-gettito Iva per sostenere concretamente le famiglie, accelerare verso l’autonomia energetica e le fonti rinnovabili. Il decreto bollette è in discussione in Parlamento, ma i tempi si allungano mentre le bollette arrivano puntuali ogni mese.
Il consiglio dei Caaf Cgil: “Aggiorna il tuo Isee, potrebbe fare la differenza”
“Se non hai mai verificato quali sono i bonus cui avresti diritto o se la tua situazione è cambiata rispetto allo scorso anno”, i Caaf Cgil ti invitano a farlo. “I bonus sociali su luce, gas e acqua vengono attivati automaticamente, ma solo se l’Isee è aggiornato e presentato correttamente. Un Isee vecchio o mancante – ricordano i Caaf – significa perdere agevolazioni a cui potresti avere diritto”.

























